Usura. Imprenditore seviziato nel modenese

Modena, 1 apr. – Nel modenese tre persone sono state sottoposte a fermo dai carabinieri di Caserta con l’accusa di usura ed estorsione ai danni di un imprenditore, a cui avevano prestato 25 mila euro. Per fargli saldare il debito, compresi gli interessi al 30%, nell’agosto 2013 si sono presentati incappucciati a casa sua spacciandosi per affiliati al clan dei Casalesi e gli hanno tagliuzzato la schiena con un taglierino.

I fermati sono tutti residenti nel mantovano, due di loro sono di origine pugliese e calabrese. Fino a marzo di quest’anno, l’imprenditore aveva versato agli usurai tre rate, corrispondenti a 7.500 euro, più 4.000 euro in contanti e 3.000 con diverse ricariche Sisal Post Pay.

Per estorcergli il denaro, gli avevano parlato di persone che sarebbero arrivate apposta dal Sud per occuparsi della faccenda e lo avevano minacciato chiamando in causa i familiari: “Se parli e denunci, non pensare che loro non prendano i soldi e basta… un modo lo trovano sempre e comunque se ti uccidono o ti suicidi… i soldi li prendiamo comunque da tuo padre, tua madre, tua moglie. Sappiamo tuo padre dov’è, tua moglie dov’è, i tuoi figli, tua sorella…”.
La vicenda è emersa nel corso di indagini sulle infiltrazioni della criminalità organizzata casalese in Emilia Romagna.

L’imprenditore ha denunciato i fatti, ma, preso dallo sconforto, stava pensando
al suicidio. La Procura antimafia lo ha fatto mettere al sicuro. Per la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli i tre fermati sono responsabili di usura ed estorsione. All’operazione nel modenese hanno partecipato anche i carabinieri del Comando provinciale di Modena.

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