23 nov. – Lo scorso aprile la corte d’appello civile di Palermo ha confermato la condanna dei ministeri dell’Interno, dei Trasporti, e della Difesa a risarcire sei familiari di tre vittime della strage di Ustica per un importo complessivo di 1 milione e 240 mila euro. Le motivazioni dei giudici civili sono state pubblicate a giugno e nelle 33 pagine i magistrati si occupano anche di quali siano state le cause che hanno portato l’aereo Itavia ad inabissarsi nel mar Tirreno.
Per i giudici civili quella notte intorno al volo del Dc9 ” c’era uno scenario alquanto complesso (tracce di velivoli non identificati), elementi che non si spiegano altrimenti, se non con uno scenario di guerra, non sembrando verosimile che una bomba esploda su un aereo di linea (nell’anno 1980 e su una rotta nazionale) proprio mentre lo stesso veniva utilizzato come schermo da un velivolo non identificato”. Per i giudici della prima sezione civile non esplose nessuna bomba a bordo dell’aereo e vengono elencati i motivi che sostengono questa tesi in adesione alle perizie che vennero disposte dal giudice istruttore Rosario Priore. Infine senza neanche parlare della famosa perizia ordinata da Priore ed eseguita da un collegio presieduto da Aurelio Misiti i giudici civili palermitani si richiamano alle conclusioni di quella del 1989 dove il collegio si divise ma la maggioranza dei periti aderì all’ipotesi di un missile che aveva abbattuto il Dc9.
E’ un’altra evidenza contro le affermazioni fatte ieri in Prefettura del sottosegretario Carlo Giovanardi che è tornato a riaccreditare la tesi della bomba senza portare nessun elemento di novità a sostegno del suo ragionamento.
Sul sito www.stragi80.it si possono trovare le motivazioni della sentenza palermitana.

