Ustica. La Francia è “pronta a cooperare”


“Pronti a cooperare pienamente” con la giustizia italiana per accertare quello che è successo nel cielo di Ustica il 27 giugno 1980. L’affermazione arriva a sorpresa a pochi giorni dal trentennale della strage più internazionale della storia repubblicana e proviene da un portavoce del governo francese.
E’ Bernard Valero, portavoce del ministro degli esteri di Parigi, a pronunciare all’agenzia Ansa parole impegnative che dimostrano che il fiorire di iniziative sulla strage di Ustica, dal libro dell’ex giudice Rosario Priore alle nuove produzioni video fino ad arrivare alla nostra campagna “Chi sa parli”, possono portare a dei risultati. “Noi – ha affermato Valero – non abbiamo informazioni complementari. Per il momento, ci atteniamo a quella che è stata la fine del processo. Sappiamo tuttavia che la giustizia italiana ha riaperto recentemente un’inchiesta. Non appena le autorità italiane ci invieranno una richiesta ufficiale, una rogatoria internazionale, siamo pronti a cooperare pienamente con l’Italia, come abbiamo già fatto in passato, per fare piena luce su questa vicenda”.

Ma le nuove rogatorie alla Francia sono già partite e a inoltrarle sono stati i pm romani Erminio Amelio e Maria Monteleone che hanno aperto una nuova inchiesta sulla strage di Ustica dopo le dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Nelle nuove rogatorie i magistrati avrebbero chiesto notizie sul traffico aereo militare nello spazio al largo di Ustica la sera del 27 giugno 1980. I pm non hanno sollecitato solo la Francia, anche la Libia, gli Stati Uniti e la Nato che ha fornito qualche dato ancora insufficiente a ricostruire quello che è accaduto. Una cosa è certa per i due magistrati: quella notte accanto al DC9 c’erano aerei militari.

E’ la stessa conclusione che aveva raggiunto il giudice Priore che nella sua ordinanza del 1999 conclude scrivendo che il DC9 “fu vittima di un’azione militare di intecettamento messa in atto, verosimilmente, nei confronti dell’aereo che si era nascosto sotto di esso”. Alla Francia Priore aveva inoltrato una rogatoria nel 1993 chiedendo se ci fossero piloti dell’aereonautica francese in volo nei cieli del Tirreno, dove si trovassero le navi portaerei e che attività avesse avuto la base di Solenzara in Corsica. La Francia rispose che quella base aveva chiuso le sue attività alle 17. Notizia smentita dalla testimonianza dell’ex generale dei Carabinieri Niccolò Bozzo che a Solenzara era in vacanza e sentì un gran frastuono di attività aerea fino a notte inoltrata.

Questo è un primo passo, ma non può bastare: sostieni la campagna “Ustica, chi sa parli”

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