18 giu. – “Cossiga ci ha dato un’indicazione, dopo il 2007, dopo l’assoluzione dei generali ha cominciato a dire queste cose e devo dire che altri stanno seguendo questo esempio, forse sentendo la voce di Cossiga qualcuno ha pensato che poteva cominciare a parlare e questi altri, che sono uomini dell’Aeronautica, che sono uomini delle istituzioni, che sono uomini che quella notte c’erano in quei siti radar quel 27 giugno 1980, sono andati dai magistrati, perché solo a questo titolo io ho accettato di ascoltarli, allora alla verità per il nostro Paese io credo che di debba e si possa arrivare”.
In diretta su Agorà, Rai3, la stessa trasmissione in cui il giornalista Andrea Purgatori ha fatto vedere il documento Nato che mostra come la notte del 27 giugno 1980 c’erano 21 aerei militari che volavano contemporaneamente al Dc9 Itavia caduto nel mare di Ustica, la presidente dell’associazione dei parenti delle vittime Daria Bonfietti ha detto questa importante novità che riguarda l’inchiesta riaperta in procura a Roma dai pm Erminio Amelio e Maria Monteleone.
L’anno scorso dopo il trentesimo anniversario della strage di Ustica alcune persone hanno contattato Bonfietti che ha detto loro di rivolgersi ai pm. “Sono persone che appartengono a settori dello Stato – spiega Bonfietti chiamata al telefono – se hanno sentito il bisogno di telefonarmi dopo 30 anni io ho spiegato che dovevano andare dai magistrati”. Cosa che è successa. In questi ultimo anno mentre i pm aspettavano inutilmente risposta alle rogatorie inoltrate alla Libia, alla Francia, al Belgio e alla Germania, hanno sentito queste persone. Alcuni di questi erano in servizio nell’Aeronautica Militare quando ci fu la strage e sono in pensione. I magistrati stanno cercando riscontri alle loro dichiarazioni.

