Ustica. Dalla Nato il tassello mancante

26 giu. – La Nato starebbe decidendo se fornire la nazionalità di tre o quattro caccia sconosciuti che appaiono nell’elenco in mano ai magistrati della Procura di Roma che stanno indagando sulla strage di Ustica dopo aver riaperto l’inchiesta a seguito delle  parole di Francesco Cossiga che nel 2007 aveva parlato di un missile francese lanciato da un caccia.
La possibile decisione dell’Alleanza Atlantica è stata rivelata da Andrea Purgatori, il giornalista del “Muro di Gomma”,che ha scritto un articolo sul Corriere della Sera alla vigilia dell’anniversario della strage.
Una decisione non semplice perché la decisione deve essere votata all’unanimità dai 28 paesi che compongono la Nato. Ma il radar di Poggio Ballone a Grosseto quella sera tracciò gli aerei che partivano e tornavano dalla Corsica dove c’era la base di Solenzara. Al radar di Poggio Ballone era in servizio Mario Dettori, il controllore che si suicidò poco dopo ma che aveva fatto in tempo a dire alla compagna che quella sera “si era sfiorata una guerra”.
Se quei caccia fossero francesi la Francia in tutti questi anni avrebbe detto bugie, a partire dalla circostanza che la base di Solenzara quel pomeriggio aveva cessato le sue attività alle 17.30 mentre il generale dei Carabinieri Niccolò Bozzo che si trovava lì in vacanza testimoniò al giudice Rosario Priore che quella notte non era riuscito a dormire per il frastuono di aerei che proveniva dalla base.
E le risposte della Nato potrebbero chiudere il cerchio tracciato dal giudice Priore nella sua sentenza ordinanza del 1999, quella dove si sostiene che il Dc9Itavia è stato abbattuto in un episodio di guerra aerea di cui l’aereo civile è stato vittima  inconsapevole. Obiettivo: il colonnello Gheddafi che quella notte avrebbe dovuto volare nel cielo del Tirreno mentre a fare le spese dell’attacco dei presunti caccia oltre al Dc9 fu anche un Mig libico. E’ lo scenario riproposto anche dal libro che Priore ha scritto  con il giornalista Giovanni Fasanella.
Mentre il partito della bomba (a bordo del Dc9) capitanato dal sottosegretario Carlo Giovanardi è più attivo che mai.

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