12 set. – Oltre cento milioni di euro. E’ l’ammontare del risarcimento in favore dei parenti delle vittime della strage di Ustica che dovranno versare i ministeri della Difesa e dei Trasporti. Il tribunale civile di Palermo ha infatti ritenuto responsabili i due ministeri di non aver garantito la sicurezza del volo del Dc9 Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo esploso in volo la notte del 27 giugno 1980 con a bordo 81 persone. Il giudice Paola Protopisani ha anche ritenuto colpevoli i due ministeri per l’occultamento della verità e per la distruzione degli atti.
“Una sentenza straordinaria” l’ha definita l’avvocato di parte civile Daniele Osnato che aggiunge: “Sarebbe quanto meno opportuno che i ministeri dessero delle istruzioni” per evitare il ricorso in appello. Anche perché è chiaro quello che accadde quel 27 giugno 1980: nessun cedimento strutturale, nessuna bomba a bordo, ma un episodio di guerra aerea in cui il Dc9 Itavia fu coivolto.
Ora è il tempo, secondo l’avvocato Osnato, del silenzio: “Zitti tutti su questa sentenza, ora basta“.
Ascolta l’avvocato Osnato Osnato_sito
In regione sono una quindicina i parenti delle vittime di ustica che si sono visti riconoscere un risarcimento. Intanto i loro legali chiedono con una nota congiunta che si faccia tutto ciò che è possibile perché Francia e Stati Uniti dicano la verità
e ammettano la responsabilità dell’attentato aereo all’origine dell’abbattimento, il 27 giugno 1980, del volo Dc 9 Itavia sui
cieli di Ustica. A non cedere di un millimetro invece è il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Carlo Giovanardi, che conferma le sue posizioni. “Non ci fu nessuna battaglia aerea nei cieli di Ustica, sarà interessante capire su quale base ha deciso il tribunale di Parlermo”, spiega Giovanardi che ricorda come per la chiusura definitiva del processo manchino ancora due gradi di giudizio.

