Uscire dalla crisi. La ricetta del prof. Gallino

17 feb. – “Il sistema finanziario e troppo grosso, troppo complesso e troppo opaco. Serve una riforma del sistema bancario e serve che venga riformata la Banca Centrale Europea. Ma purtroppo non mi sembra che questi provvedimenti siano vicini”. Luciano Gallino, il sociologo di Torino, è stato ospite del dipartimento di Storia dell’Università di Bologna e ha tenuto una lezione sulla crisi in un’aula Prodi affollatissima.

Dopo l’introduzione del prof. Ignazio Masulli il prof. Gallino ha rispercorso le date della crisi che è partita nel 2007 e che per lui è una “crisi dei sistemi finanziari”, ovvero una “crisi del debito privato camuffata da crisi del debito pubblico”. Il sociologo torinese è convinto che la crisi non avrà fine se non ci saranno riforme importanti e, appunto, se non verrà riformata la Bce. La Banca centrale dovrebbe fare quello che fanno tutte le altre banche centrali mentre l’istituto, ora guidato da Mario Draghi, non può prestare denaro agli stati perché così stabilisce un comma del trattato di Maastricht. Gallino si è soffermato molto su quello che ha chiamato il “sistema finanziario ombra”, ovvero il lato oscuro dei titoli che le banche hanno in pancia. E ha raccontato che la prima grande banca a fallire non è stata Lehman Brothers ma l’istituto di credito britannico Northern Rock che è stato poi nazionalizzato. Interessanti anche i rapporti tra i debiti pubblici e quelli delle banche rispetto al Pil. In Italia il debito pubblico è al 120% del Pil e quello delle banche al 96%, in Gran Bretagna il debito pubblico è all’81% del Pil e quello delle banche al 547%.

Gallino ha sottolineato le responsabilità della politica. “La crisi finanziaria è un fatto politico perché sono stati i parlamenti a deregolamentare la circolazione dei titoli. Fu Mitterrand a firmare la deregolamentazione dei capitali in Europa. E’ la politica che ha aperto la strada alla dissennatezza del capitale finanziario”.

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