Bologna 14 nov.- Il sindacato di base Usb ha tenuto un presidio davanti a Open Group, la cooperativa che è anche editrice di Radio Città del Capo. Un presidio tenuto nel giorno dello sciopero sociale e centrato su alcuni punti, tutti respinti dall’azienda. Usb chiedeva di incontrare il presidente Roberto Lippi che non era in sede. I responsabili del personale hanno comunicato al sindacato due possibili date nella prossima settimana per un incontro con il presidente. Al presidio hanno partecipato una cinquantina di persone, attivisti e sindacalisti di base e le due lavoratrici di Open Group che sono Rsa di Usb.
Il sindacato di base ha denunciato il mancato rispetto dell’articolo 37 del contratto nazionale delle cooperative sociali, di fatto la clausola sociale nei casi di aziende che subentrano negli appalti che scadono. Usb scrive che l’applicazione di questo articolo avrebbe garantito: “la prosecuzione dei rapporti di lavoro e il mantenimento delle precedenti condizioni contrattuali, il passaggio degli accordi sindacali stipulati in sede aziendale, chiarezza sul nuovo piano industriale per garantire buona occupazione e una mobilità positiva del personale, l’armonizzazione delle ben tre tipologie contrattuali presenti nella nuova azienda, di cui due riferite ad eguali prestazioni lavorative, evitando la discriminazione salariale e contrattuale attualmente in essere”. Per Open Group però, l’articolo 37 non c’entra con l’operazione che ha fatto nascere la cooperativa frutto dell’unione delle coop Voligroup, Rupe e Coopas. “Dal nostro punto di vista l’art.37 c’entra poco con la nostra operazione – ha detto Ulisse Belluomini, vicepresidente di Open Group – ci tengo a dire che la nostra azienda è nata da una fusione che non ha prodotto alcun esubero, che ha garantito a ciascun lavoratore il passaggio relativo senza nessuna modifica contrattuale e senza alcuna penalizzazione. L’articolo 37 ci sembra un pretesto che non comprendiamo, in genere si utilizza per i bandi e le gare, la cooperazione sociale lo usa costantemente. In questo caso i lavoratori e le lavoratrici che prima erano nelle tre cooperative sono afferiti in Open Group mantenendo intatta la loro mansione, il loro contratto, il loro monte orario e i loro scatti”.
Durante il presidio Usb ha voluto denunciare i due casi che riguardano lavoratrici, rappresentanti sindacali aziendali del sindacato di base. Per una di loro la contestazione che è stata mossa all’azienda è quella di averla demansionata e trasferita ad altro luogo di lavoro difficilmente raggiungibile in sicurezza da chi non ha una macchina (come la lavoratrice) perchè si tratta di una strada collinare senza marciapiede (a Sasso Marconi in via Rupe). Per l’azienda non c’è stato demansionamento. “Non abbiamo effettuato nessun trasferimento – spiega Belluomini – con la fusione abbiamo accorpato le funzioni e quella che riguarda la dipendente (la funzione amministrativa) è stata accorpata in una delle sedi precedentemente operative”. L’azienda dichiara di aver fatto proposte per risolvere il problema della mancanza dell’auto mettendo a disposizione passaggi in macchina da parte di altri colleghi che hanno risposto positivamente.
Altro motivo del presidio riguarda un’altra lavoratrice, anche lei RSA. E’ stata lei stessa a raccontare al megafono l’episodio di una multa, tre ore di lavoro, che le è stata comminata: “mi sono permessa di dire che i lavori di ristrutturazione dentro un servizio di handicap venivano fatti non in sicurezza, con gli utenti dentro. Per questo sono stata punita”. Anche in questo caso la versione di Open Group è divergente: ” La multa che è stata data alla nostra dipendente non ha nulla a che vedere con le questioni sulla sicurezza”, conclude Belluomini.
La posizione di Usb tramite la voce di una delle due Rsa
Ulisse Belluomini, vicepresidente di Open Group

