3 gen. – Marino Occhipinti, uno dei componenti della banda della uno bianca condannato all’ergastolo, ha chiesto la semilibertà. L’udienza davanti al Tribunale di sorveglianza di Venezia per discutere la richiesta, che arriverà prossimamente, si è tenuta prima di Natale, ma la notizia si è appresa solo oggi alla vigilia del 21esimo anniversario dell‘eccidio del Pilastro del 4 gennaio 1991 quando i killer della banda, composta quasi interamente da poliziotti, uccisero tre giovani carabinieri di pattuglia, Andrea Moneta, Mauro Mitilini e Otello Stefanini.
Occhipinti è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della guardia giurata Carlo Beccari, compiuto durante un assalto ad un furgone portavalori davanti alla Coop di Casalecchio il 19 febbraio 1988. L’ex poliziotto della squadra mobile del capoluogo emiliano è in carcere a Padova ed ha già usufruito nel 2010 di un permesso per partecipare alla Via Crucis e di un altro, nel gennaio del 2011, per il funerale del padre.
Sempre nel 2010 aveva chiesto scusa a Bologna per il dolore causato. Scuse respinte al mittente dai familiari delle vittime, che oggi come in passato criticano anche la decisione di concedergli il permesso. “Noi non troviamo che sia giusto, siamo sconcertati, per questo come per altri permessi passati. Se la giustizia è questa ne prendiamo atto” è stato il commento di Rosanna Zecchi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della banda della Uno bianca

