22 set. – Fabio Savi è stato, per molti anni, uno dei membri della più spietata banda di criminali che ha agito in regione dal dopoguerra ad oggi: 103 rapine, 24 omicidi, 114 persone ferite. L’unico a non indossare la divisa da poliziotto, sempre presente a tutte le azioni della banda.
Assieme ai sui due fratelli Roberto, poliziotto alla questura di Bologna e Alberto, di stanza a Rimini, è stato condannato a numerosi ergastoli che sta scontando presso il carcere di Voghera. La protesta di Savi nasce dalla richiesta, finora negata, di un avvicinamento in un carcere toscano, per permettere alla moglie che lavora a Firenze di venirlo a trovare più frequentemente.
In una lettera diffusa dal suo legale Fabio Savi spiega le sue ragioni: «So di dovere scontare una giusta pena ed intendo farlo con la massima correttezza e dignità. Ma, come io ho il dovere di rispettare le regole, ho anche il diritto della tranquillità di una cella singola, di un lavoro per potere sostenere la mia famiglia, di reclamare per essere stato inserito in un circuito detentivo con mafiosi mentre non ho nulla a che vedere con questo titolo di reato, e di vedere assicurato il principio di territorialità della pena»
Attualmente è dimagrito una decina di chili ed alimentato tramite flebo.

