16 set. – Dai microfoni di Radio24, Ivano Dionigi dice la sua verità sulla vicenda della protesta dei ricercatori dell’Alma Mater. O, come ha precisato, più di una verità. Quella, per esempio, ha detto il Rettore dell’Ateneo di Bologna, di “ricercatori eccelenti“, in alcuni casi “degni della cattedra più dei loro ordinari” e per i quali si può anche pensare di “posticipare in modo clamoroso l’inizio dell’Anno accademico“. Sarebbe un modo per ribadire che sono una “risorsa primaria“, afferma Dionigi, cercando di togliere dal suo Ateneo l’etichetta di chi rimpiazza chi protesta.
Dionigi ha spiegato che l’Ateneo ha voluto censire “la disponibilità o meno” dei ricercatori, per poi procedere con soluzioni alternative per la didattica”. E i bandi? Sono “l’estrema ratio” che “allo stato attuale non posso escludere”, ha detto, aggiungendo però della doppia difficoltà di reperire le giuste competenze e i soldi necessari. Per questo, Dionigi ha parlato di insegnamenti che dal primo semestre possono “scivolare al secondo”, di altri “non fondamentali” da “far tacere” in attesa che la partita sui ricercatori si sblocchi a livello nazionale.
