Otto marzo color fucsia

Tornano in piazza le donne che hanno costruito l’enorme manifestazione del 13 febbraio a Bologna. Il nuovo appuntamento è per l‘otto marzo, giornata mondiale delle donne, per trasformare quella che spesso viene vissuta come una scadenza rituale in una giornata di lotta in continuità con quella che ha portato in piazza a Bologna più di 50mila persone.  Il presidio, previsto alle 18.30 in piazza maggiore verrà preceduto da un flash mob in cui alcune ragazze accerchieranno simbolicamente il luogo del concentramento portando con sè delle frecce per invitare quanta più gente possibile alla manifestazione. Durante il sit-in suoneranno le Mumble Rumble, un gruppo rock formato da donne e sarà messa in scena una performance contro la violenza di genere.

Il coordinamento raggruppa realtà molto diverse tra loro, da singole donne a gruppi informali fino a associazioni decennali ed esponenti del sindacato e dei partiti, che “stanno cercando di lavorare insieme e sembra che ci stiano riuscendo” come ha ricordato Raffaella Lamberti dell’Associazione Orlando, che quest’anno festeggia il trentennale dalla fondazione.

In piazza vogliono portare l’importanza storica del femminismo, per “non far finta che si parta da zero”, ma rilanciare in avanti criticando l’attuale intreccio tra sesso e potere e chiedendo una maggiore libertà di autodeterminazione. Le organizzatrici della mobilitazione non rinunciano a far notare che Bologna vive in una città commissariata proprio a causa di vicende di sesso, potere e denaro .

Nell’appello alla mobilitazione si dice basta ai femmicidi, alle violenze domestiche, agli attacchi alla Costituzione, alla demolizione del welfare, agli attacchi ai consultori, alla vita precaria delle giovani donne, ai Cie in cui vengono rinchiuse le migranti, si guarda alle proteste del sud del Mediterraneo e si richiede libertà di scegliere del proprio futuro.

Nei giorni immediatamente precedenti la manifestazione verranno distribuite le bandiere fucsia da appendere alle finestre con lo slogan  “Unite, Diverse, Libere”.
Agli uomini è stato lanciato un appello: la partecipazione maschile, secondo le organizzatrici della mobilitazione, è importante ma prima di tutto gli uomini “partano da sé” e si dissocino da comportamenti sessisti e maschilisti ovunque si manifestano, nelle case e nei palazzi; difendano la loro, non la nostra, dignità.”

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