14 mar. Chi è più buono in tempi di crisi? Se fosse un racconto, la polemica tutta intorno al mondo cooperativo potrebbe avere questa domanda come titolo. Protagonisti il colosso assicurativo bolognese, l’Unipol guidato da Pierluigi Stefanini, e Camst, seconda azienda italiana di ristorazione.
Quest’ultima decide di creare un fondo di solidarietà, per i lavoratori che dovessero perdere il posto di lavoro, attraverso un taglio del 10% dei compensi dei dirigenti e dei compenenti il Cda. Fin qui tutto bene. Poi il segretario generale, Marco Minnella, parla o meglio attacca. “Spero che queste nostra decisione ispiri altre imprese cooperative”, ma non si ferma qui. Minella è chiaro ed esplicito quando chiede che questa sua iniziativa “scalfisca la sensibilità dei 150 dirigenti di Unipol che hanno il dovere di sentirsi parte del sistema cooperativo, non una torre d’avorio un po’ isolata”.
Parole pesanti, che richiedono una replica. Arriva oggi dal numero uno di Unipol, Pierluigi Stefanini, che non vuole lezioni dal collega cooperatore. “Vorrei ricordare a Minnella che il Gruppo Unipol è stata la prima società assicurativa – ha fatto sapere Stefanini – che in settembre ha deciso di garantire a 8.500 clienti piccoli risparmiatori, la restituzione del capitale al momento della sottoscrizione di polizze con sottostanti titoli della Lehman Brothers”.

