8 apr. – La ripresa mondiale c’è già, ma l’Italia non l’ha ancora agganciata e nemmeno l’Emilia-Romagna, appesantita anche dal terremoto. E’ quanto emerso dal rapporto Unioncamere regionale presentato oggi a Bologna insieme a Confindustria e Intesa Sanpaolo. Il 2012 è stato un anno di “recessione senza tregua”, col Pil regionale calato del 2,2% e i primi tre mesi del 2013 non lasciano vedere segnali di ripresa. Rallenta l’incremento delle esportazioni, motore del sistema produttivo regionale, cresciute nel 2012 solo del 3,1% rispetto all’anno precedente (nel 2011 erano aumentante del 2011; nel 2010 del 16%).
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Il decreto per sbloccare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni sarebbe una boccata d’ossigeno per le imprese, che in regione nel 2012 hanno subito un calo del credito bancario del 4,2%. Ma c’è troppa burocrazia nel provvedimento legislativo, secondo il presidente di Confindustria Emilia-Romagna Maurizio Marchesini.
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Gli industriali chiedono alle banche di sbloccare i crediti, ma il direttore generale di Intesa Sanpaolo Adriano Maestri replica che le banche non devono prestare soldi a chi non può restituirli. E invita a fare fronte comune attraverso i “contratti di rete“.
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