Unibo. Intersindacale chiede il refendum sul nuovo statuto

13 lug. – “Una consultazione telematica per chiedere il parere di lavoratori e docenti dell’Alma Mater sul nuovo statuto che regolerà la vita dell’università da ora in poi”. E’ la richiesta dell’assemblea intersindacale, sigla che comprende sindacati, rsu d’ateneo e associazioni come i Docenti Preoccupati. Intersindacale ha inviato una lettera al rettore Ivano Dionigi dove si chiede da una parte una proroga di tre mesi nel processo di revisione dello statuto, dall’altra si suggerisce il referendum.

“Se non lo farà lui lo faremo noi”, ha aggiunto ai nostri microfoni Sergio Brasini dei Docenti preoccupati.
“Il nuovo statuto manca di sensibilità democratica e rende l’università più simile a un’azienda che a una comunità”, ha spiegato il docente di statistica Giorgio Tassinari. Molto i punti del documento, elaborato per mesi da una commissione speciale d’ateneo, che non piacciono a Intersindacale. Tra i principali una decisa divisione dei compiti tra Senato, organo elettivo che avrà un ruolo quasi esclusivamente consultivo, e il consiglio di amministrazione che ha potere deliberativo ma non è elettivo. “C’era la possibilità di eleggere il cda – ha spiegato Brasini – ma il rettore evidentemente ha deciso diversamente”. L’esempio, spiegano da Intersindacale, è il Politecnico di Torino, ateneo che ha indetto un referendum vincolante sul nuovo statuto. Se la maggioranza dei lavoratori voterà sì allora ci sarà l’adozione del nuovo documento, altrimenti i lavori ripartiranno.

Pronta la replica del rettore Dionigi. “E’ stato un processo partecipatissimo e la mediazione spetta al rettore”, ha spiegato Dionigi che ha ribadito comealla fine bisogna fare delle scelte“.

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