Uni Land. Inchiesta chiusa, c’è anche Stefanini

29 lug. – C’è anche Pierluigi Stefanini tra le 21 persone (altre sei sono persone giuridiche) che hanno ricevuto l’avviso di fine indagine nell’ambito dell’inchiesta Uni Land condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla pm Antonella Scandellari. L’attuale presidente di Unipol era nel cda dell’azienda che era una società immobiliare e, secondo l’accusa, era un vero e proprio impero di carta, fatto di capitali gonfiati ad arte. Ora la difesa di Stefanini potrà presentare memorie difensive e chiedere di far sentire il proprio assistito. Ma già spiega che la sua permanenza all’interno del cda di Uni Land fu breve, solo due mesi. Stefanini è accusato del reato di formazione fittizia di capitale.

L’inchiesta ipotizza molti altri reati: l’insider trading, la truffa e altri reati finanziari, la parte sul falso in bilancio è stata stralciata. Nel febbraio del 2011 Alberto Mezzini, considerato il dominus di Uni Land, finì ai domiciliari e la Guardia di Finanza sequestrò azioni per un valore di 109 milioni di euro.

Secondo la Procura Stefanini partecipò, come componente del cda, a cinque operazioni in cui il capitale di Uni Land venne aumentato fittiziamente. Questo, sempre secondo le indagini, avvenne dal 28 febbraio 2006 che è il giorno in cui il presidente di Unipol entrò nel cda.

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