5 mag. – Venerdì 6 maggio la Cgil Emilia Romagna invita ad incrociare le braccia per otto ore. La Camera del Lavoro regionale ha allargato, con la sola ‘eccezione dei ferrovieri, l’appello dello sciopero generale nazionale di quattro ore.
A Bologna sono previsti due cortei con concentramento alle 8.45 da piazza Azzarita e da piazza di porta San Felice e arrivo in piazza di Porta Ravegnana dove parleranno Danilo Gruppi, segretario della Camera del Lavoro e Danilo Barbi della segreteria nazionale del sindacato.
A partecipare allo sciopero, a Bologna, saranno anche gli studenti medi e quelli universitari. I primi si ritroveranno sotto le Due Torri alle nove del mattino e partiranno in corteo per poi raggiungere alle 11 in piazza Verdi gli universitari.Pare, però, che poi non raggiungeranno il palco della Cgil, ma attueranno blocchi del traffico e azioni comunicative all’incrocio della T.
L’appuntamento è stato preparato con 8200 assemblee sui luoghi di lavoro, nelle sedi sindacali e leghe dei pensionati, ha spiegato il segretario regionale Vincenzo Colla, aggiungendo che “una partecipazione del genere non si vedeva dal 2007 quando i lavoratori si sono confrontati sulla riforma del welfare.
Lo sciopero è stato organizzato per chiedere più attenzione alle tematiche del lavoro e dello sviluppo contro i tagli alla scuola pubblica e alla ricerca, ma soprattutto contro le politiche del Governo Berlusconi. “A chi ci accusa di fare uno sciopero politico, rispondiamo che è vero” dice Colla “perché questo governo si è dimostrato incapace di affrontare la difficile situazione della crisi”. Secondo la Camera del Lavoro Berlusconi ha affrontato la crisi senza guardare al futuro, “nascondendo la povere sotto il tappeto”.
Alla mobilitazione il sidacato spera che partecipino anche tutti coloro che hanno protestato in questi mesi: dai precari agli studenti, dalle donne ai coordinamenti per i beni comuni, che la Cgil vorrebbe unificare in un unico movimento.
Colla non si sbilancia su una previsione sulla partecipazione, nè sull’adesione allo sciopero: “Vogliamo essere cauti, ma siamo sereni” ha detto.
Nella regione saranno unidici i cortei a Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Ferrara, Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini, Imola e Piacenza.
Alla vigilia della mobilitazione la Cgil ha lanciato l’allarme sulla cassa integrazione: in Emilia Romagna infatti è aumentato il ricorso a quella straordinaria, al contrario dell’andamento nazionale. L’utilizzo alla Cgi ordinaria scende del 66% in regione, mentre le ore di Cig straordinaria nei primi tre mesi dell’anno sono aumentate del 7% rispetto a quelle dello stesso periodo del 2010. C’è preoccupazione, da parte delle Camera del Lavoro anche per la cassa integrazione in deroga: “Dopo un calo nei mesi di gennaio e febbraio 2010, dovuto sostanzialmente ad un blocco delle procedure autorizzative e alle incertezze di finanziamento da parte del Governo, superate con la messa a regime del nuovo accordo con la Regione” scrive la Cgil in una nota, la Cig in deroga “è raddoppiata e si è portata, con 3,5 milioni di ore nel mese di marzo 2011, agli stessi livelli dei primi mesi del 2010 ed è prevedibile un0esplosione nei prossimi mesi”.

