“Un’altra Hera” all’attacco della multiutility

19 lug. – “Un’altra Hera” invia una lettera-esposto al commissario del Comune di Bologna, Anna Maria Cancellieri, e a due Authority, puntando il dito contro la  multiutility emiliano romagnola. La campagna, nata da gruppi di cittadini e attivisti ambientalisti dopo le recenti vicende giudiziarie che vedono coinvolto il sottosegretario Nicola Cosentino, chiede una “commissione d’inchiesta” dei soci pubblici di Hera per fare chiarezza sui soggetti e i capitali con cui la multiutility è in attività in società partecipate. “Un’altra Hera” lancia anche un appello al suo cda per cancellare “la vergognosa indennità” ai consiglieri di amministrazione (e ripristinare il gettone di presenza). Ma anche una sollecitazione all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici e all’Antitrust “per accertare o chiarire le situazioni di illegalità presunte o reali” che vedrebbero coinvolta Hera. Il dito viene puntato principalmente contro il fatto che Hera sia in affari con società con basi in paradisi fiscali o coperte dal segreto fiduciario. Viene poi contestata la scelta di partner aziendali senza passare per selezioni pubbliche. La lettera esposto finisce per mettere sotto accusa le nomine ‘politico-partitiche’ del cda e dei collegi sindacali. E quindi, se dalle istruttorie “si accertassero comportamenti illegittimi, illegali o contrari al buon agire e all’imparzialità pubblica o alle regole della legittima concorrenza” si esortano Cancellieri e le Authority a “ristabilire la legittimità violata”. A firmare la lettera esposto sono nove componenti del gruppo “Un’altra Hera” capitanati da Ivan Cicconi, direttore di Itaca (istituto per la trasparenza degli appalti) e già autore delle 10 domande all’ex sindaco di Bologna, Flavio Delbono sui rapporti tra Hera e la Scr, societa’ che in novembre senatori Idv indicarono come legata alla famiglia Cosentino.

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