Una parata per “riprendersi il futuro”

26 mar. “Take the future back“, riprendiamoci il futuro, è lo slogan scelto dagli studenti per la manifestazione che ha concluso  la tre giorni europea di proteste contro i tagli al welfare decisi dai governi e contro il potere delle banche. 800 persone si sono radutate in piazza San Francesco per una parata con musica e danze che ha attraversato via Marconi, via, Mille, via Irnerio e la zona universitaria per poi tornare in piazza San Francesco per una festa finale.

Lungo il tragitto del corteo, alcuni attivisti con il volto coperto da maschere bianche hanno preso di mira le banche, fatto scritte con lo spray e attaccato manifesti sopra le vetrine di numerosi istituti di credito del centro storico, nonostante le decide di carabinieri e poliziotti in assetto anti sommossa posti a difesa. I manifestanti hanno spiegato durante gli interventi che le azioni volevano indicare “La responsabilità della finanza internazionale nella creazione e gestione delle politiche di austerity”. Nel frattempo dal camion che guidava la manifestazione veniva proiettato sui muri del centro il pugno chiuso, simbolo della giornata europea di mobilitazione lanciata dal Knowledge liberation front.

Davanti alla sede della Cgil gli studenti hanno lanciato un coro per lo sciopero generale e una promessa che sembrava un avvertimento: “Oggi ci siamo ripresi la nostra libertà, il 6 maggio sarà il giorno dell’ira”. Nel video una delle tante “azioni comunicative” che hanno caratterizzato la manifestazione. Oltre che con le banche e con i governi, i manifestanti se la sono presa anche con l’Atc, che ritengono colpevole dei recenti aumenti del prezzo dei biglietti dei bus.

In chiusura, dopo le venti, in zona universitaria, un gruppo di una decina di manifestanti ha reagito alla provocazione di due giovani teste rasate, che mostravano il braccio teso. Il gruppo li avrebbe inseguiti e sarebbe scattata una rissa. Un testimone che ha preferito rimanere anonimo ha parlato di una persona con “il naso sanguinante, forse spaccato”.

Insieme agli studenti c’erano anche attivisti dei centri sociali e i Bibliotecari Necessari, che protestano contro i tagli alla cultura e che hanno partecipato ad un presidio in piazza Galvani prima di raggiungere la manifestazione. I bibliotecari hanno distribuito alcuni questionari ai passanti per monitorare quanto i cittadini fossero informati sui tagli del Comune e quanto fossero importanti i servizi culturali. “E’ stato anche un modo per informare” ha spiegato Enrico Cavalieri dei Bibliotecari Necessari.

Gli studenti dei collettivi universitari, raggruppati dietro la sigla europea Knowledge liberation front, nei giorni scorsi hanno messo in scena azioni di comunicazione contro l’Unicredit, entrando in mutande nella sede di via Rizzoli e trasformando quelle di via Indipendenza e via Irnerio in una sala studio e in una mensa popolare.

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