27 mag. – L’episodio risalirebbe a qualche giorno fa, ma non è stato finora reso noto alla stampa per “evitare che qualcuno si spaventi davvero“. Angelo Alessandri, deputato emiliano della Lega Nord, ha raccontato questa mattina che un proiettile è stato ritrovato sull’auto di un militante leghista, a Bologna. Alessandri l’ha riferito alla Camera in seguito alla risposta del sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, interrogato sull’esplosione alla sede della Lega in via Pietralata.
Il ritrovamento del proiettile nella vettura di uno dei militanti è avvenuto al termine di un banchetto elettorale – racconta Alessandri, che commenta: “Un chiaro messaggio di stampo mafioso, il questore ne è stato informato e abbiamo presentato un esposto”.
Poi, le accuse, molto generiche: i responsabili per Alessandri sono “extraparlamentari, sinistra antagonista, anarchici, insurrezionalisti. Li si collochi nel gruppo che si vuole, ma in ogni caso sono di sinistra. Sono antidemocratici, rappresentano una sinistra fascista e non democratica.”
Infine, Alessandri affonda il colpo e chiama in causa direttamente il candidato di Bologna Città Libera: “Non nascondo che una certa presenza di una certa sinistra extraparlamentare bolognese non può essere esente da un ragionamento di questo tipo e non nascondo che quella notte è seguita ad una manifestazione cui ha partecipato un esponente bolognese, se non ricordo male Monteventi, insieme a gruppi anarchici di estrema sinistra che hanno fatto pasticcio per la città e alcuni danni. Guarda caso, quella notte succede il fattaccio”.

