Una legge regionale per la parità di genere

Bologna 10 giu. – La legge regionale per la parità e contro le discriminazioni di genere sarà votata entro luglio . Una legge complessa, articolata, che ha richiesto mesi e mesi di lavoro alla commissione guidata dalla consigliera del Pd Roberta Mori. Un testo che non vorrebbe segnare solo una conquista teorica e di affermazione di principi e diritti, ma che vuole essere uno strumento di cambiamento sociale e culturale.

L’obiettivo della legge, che segue un approccio trasversale, è quello di fare da guida nella programmazione delle politiche che possano mettere in campo azioni efficaci per rimuovere gli ostacoli alla parità tutt’ora esistenti. Tra i temi toccati la cittadinanza, il linguaggio, la salute, la violenza, il lavoro, le politiche di conciliazione, la rappresentazione femminile nella comunicazione, la cooperazione internazionale. Per quanto riguarda l’accesso alle cariche elettive, l’auspicio espresso è che ogni ostacolo alla piena parità venga rimosso, ma sarà la Commissione che si occupa dello Statuto della Regione che potrà indicare nero su bianco se verrà scelta l’opzione della doppia preferenza di genere per le prossime elezioni regionali.

La legge quadro sta arrivando nell’aula dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, prima dovrà fare un altro passaggio in Commissione. E’ stata il frutto di un lungo lavoro di ascolto di tantissime realtà che in regione lavorano sulle tematiche di genere, di confronto con le amministratrici locali, con le professioniste che elaborano analisi, ma conoscono anche le difficoltà di cui è fatta la vita delle donne.

Centrale sarà però capire se la legge sarà solo una legge bandiera o se avrà le gambe per camminare, se dunque ci saranno i fondi per trasformare in progetti concreti i mille spunti di lavoro contenuti nei 43 articoli  di cui si compone.

Per capire se ci saranno nuovi finanziamenti o se verranno utilizzati fondi già stanziati, occorrerà aspettare. E centrale sarà la discussione in Assemblea Legislativa. Come ci spiega Roberta Mori:

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