30 dic – Sono passate poco meno di due settimane dall’addio di Federico Minoli ad amministratore delegato della Fiera di Bologna. Dietro a questa uscita di scena c’è stato un lungo braccio di ferro con il presidente Fabio Roversi Monaco, frutto di una insanabile incompatibilità sorta tra i due.
Una rottura che ha lasciato la Fiera senza una guida all’inizio del 2010, una nota dolente che va ad aggiungersi alla già preoccupante situazione economica dell’ente, che quest’anno ha chiuso con un buco in bilancio di 7 milioni di euro.
“Un ente strategico come la Fiera non può essere lasciato nell’incertezza” ha spiegato ai nostri microfoni l’economista dell’Università di Bologna, Massimiliano Marzo.
Secondo Marzo deve cambiare il ruolo del socio pubblico e diventare una sorta di garante per i privati che possono essere interessati ad investire nella Fiera. L’economista avanza anche per la Fiera una proposta di dual governance: i soci pubblici rappresentati in un consiglio di sorveglianza e quelli privati in un consiglio di gestione.

