Un uomo già arrestato per stalking fa strage in famiglia

6 febb. – Marcello Pistone, 48 anni, originario di Carini (Palermo), Ilham Azounid, 32 anni, marocchina, e il figlioletto Rashid Pistone, che aveva compiuto due anni il mese scorso: sono queste le generalità delle persone coinvolte nella tragedia familiare avvenuta nel primo pomeriggio alla periferia di Bologna, ufficializzate dalla polizia.

Pistone ha esploso diversi colpi contro l’ex moglie, due quelli che hanno raggiunto il bambino. Sulla carta d’identità dell’uomo risulta la professione ‘commerciante’; la Questura ha escluso che fosse attualmente una guardia giurata, come riferito da alcune voci.

Pistone era già stato arrestato per stalking nei confronti della donna. Dopo la scarcerazione, aveva avuto l’obbligo di non avvicinare la donna. Quanto è emerso dalla ricostruzione della polizia rafforza il quadro della complicata separazione fra i due che, fin dai primi accertamenti, è subito emersa comeprobabile movente della strage familiare.   L’allarme al 113 è giunto verso le 13. Madre e bimbo sono stati trovati dagli agenti nell’auto, nella parte comune dei box, l’uomo a qualche metro di distanza; la pistola era vicina al suo corpo. Proprio lui risultava residente nel condominio di via della Guardia, anche se pare non vi alloggiasse.

E’ stato un vicino che vive a Milano, ma che alloggia anche nello stabile di via della Guardia, a dare l’allarme alla polizia. “Verso le 13 sono sceso nei garage – ha detto l’uomo ai cronisti – Ho aperto la porta che dà sui box e mi sono trovato davanti una persona a terra. Ho capito subito che si trattava di una morte violenta, c’era sangue. Sono subito risalito e ho avvisato il 113″.

Nell’alloggio di via della Guardia – si è appreso successivamente da fonti investigative – viveva la famiglia prima che la situazione tra la coppia si incrinasse. Attualmente la donna, con il bimbo, era seguita dai servizi sociali e aveva avuto ospitalità in una struttura protetta.   Proprio in seguito alla rottura del loro rapporto il palermitano aveva cominciato a perseguitarla con incursioni sul luogo di lavoro, insulti e pressioni psicologiche. Per fermarlo era dovuta intervenire la polizia: il 21 ottobre, dopo l’ennesimo appostamento davanti al negozio di alimentari nel centro di Bologna dove la donna lavorava, lei aveva chiamato il113 e gli agenti, subito intervenuti, lo avevano arrestato per stalking. L’arresto non era poi stato convalidato, ma l’uomo aveva ricevuto un provvedimento che gli vietava di avvicinarsi all’ex moglie.   Il matrimonio risale al 2007, ma dopo appena un anno la coppia si era praticamente separata. Da allora lui aveva cominciato a darle fastidio, seguendola nei suoi spostamenti e disturbandola mentre si trovava al lavoro. Lei l’aveva denunciato più volte, anche pochi giorni prima dell’episodio che aveva portato al suo arresto, ma lui aveva continuato come se nulla fosse.

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