Un protocollo sugli appalti contro il lavoro sommerso

17 giu. – Un Protocollo di intesa per fermare il lavoro sommerso ed irregolare negli appalti pubblici e in quelli privati. Lo hanno sottoscritto la Provincia di Bologna, il Comitato per il lavoro e l’emersione del sommerso (Cles), Inps, Inail, Ausl, Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna, il ministero dell’Ambiente, Agenzia delle entrate, Prefettura, Questura e Guardia di Finanza, sindacati e associazioni di categoria, imprenditoriali e cooperative.

L’intesa è stata presentata oggi a Palazzo Malvezzi dall’assessore provinciale al lavoro Giuseppe De Biasi e dal numero uno della Direzione provinciale del Lavoro, la dottoressa Emanuela Cigala. Il Protocollo impegna i sottoscrittori a perseguire l’obiettivo di “assicurare la qualità e l’efficienza nella fasi di stipulazione ed esecuzione dei contratti di appalto pubblici e privati“, si legge nel testo, privilegiando quindi gli imprenditori che operano “nel rispetto dell’utilità sociale e nella valorizzazione della dignità e della sicurezza dei lavoratori“.

Non più quindi il solo e semplice criterio del ‘massimo ribasso’. Il protocollo si inserisce, infatti, in un contesto che vede “un crescente ricorso a strumenti di aggiudicazione finalizzati esclusivamente alla contrazione dei costi“, continua il documento, mentre l’utilizzo di lavoro irregolare e la relativa evasione contributiva danneggiano le imprese virtuose con conseguenze negative sia per la qualità di opere e servizi che  per le condizioni di lavoro. Nel solo 2010 la direzione provinciale del lavoro ha scovato 400 lavoratori che formalmente risultavano in appalto, ma che in realtà operavano in somministrazione.

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