26 ago. – “Vasino o pitale? Degrado o decoro?”, se lo chiedono gli attori della compagnia teatrale Cà Luogo d’Arte. Il motivo? La soprintendenza di Bologna ha negato l’autorizzazione al loro progetto teatrale perché l’elemento di scena principale, un “vasino da notte” gonfiabile all’interno del quale si sarebbero tenuti gli spettacoli, è stato giudicato inadatto alla Montagnola. “Ci hanno detto di no il giorno prima dello spettacolo – spiega Alberto Branca di Cà Luogo d’Arte – A noi sono davvero cadute le braccia”.
Questa la motivazione della soprintendenza : “Considerato che per lo svolgimento della manifestazione si richiede che nel Parco della Montagnola possa essere installata una struttura gonfiabile rappresentante, nella forma e nell’aspetto, “un antico pitale”, nel quale verrebbero montati palco e sedute […] tenuto conto del valore storico e architettonico del complesso monumentale in argomento si ritiene la collocazione di un “Pitale” non compatibile con i principi di decoro e valorizzazione conformi alla natura del bene tutelato”.
“Lo spettacolo l’avevamo già fatto a Castiglioncello in un parco con un bellissimo castello, e tutto è andato bene – spiega Alberto Branca – Bologna ci ha detto no? Abbiamo già ottenuto le autorizzazioni per fare lo spettacolo nei giardini della Reggia di Colorno in provincia di Parma”.

