#19O e #12A. Un movimento con anime diverse che faticano a stare insieme

19ottobre

17 apr. – Come sta e dove sta andando il “movimento” in Italia? Ne abbiamo parlato stamattina con Massimo Betti di Usb, Fulvio Massarelli di Infoaut e Laboratorio Crash e Ada Talarico di Global ProjectLabasTpo.

Dopo la grande manifestazione del 19 ottobre per il diritto alla casa avevamo parlato di un nuovo inizio per il movimento italiano. Sei mesi dopo, il 12 aprile scorso, abbiamo ritrovato lo stesso movimento con qualche anima in meno e con numeri in piazza dimezzati. Il sindacalismo di base, l’Usb in testa, che aveva lanciato il 18 ottobre la manifestazione del mondo del lavoro che ha dato il via con l’acampada alla manifestazione questa volta si è sfilata dall’organizzazione. Perché? Secondo Massimo Betti dell’Usb di Bologna questa volta le parole d’ordine erano poco “unificanti” e mancava un riferimento chiaro alla “rottura con l’Europa“, causa di “politiche devastanti sul piano sociale che oggi vengono appesantite direttamente sotto dettatura dall’Unione Europea”. A Bologna Asia-Usb ha tre occupazioni che stanno durando da molto tempo. “Anche la politica istituzionale deve fare i conti con la crisi” dice Betti, “chi occupa le case raccoglie la simpatia di chi la crisi la subisce anche in altro modo”. Appoggi politici? Secondo Betti a Bologna l’amministrazione è costretta alla contrattazione sociale. In vista del vertice europeo sul lavoro l’11 luglio a Torino, Betti dice: “Noi lavoriamo per la ricomposizione” e lancia l’assemblea del 23 aprile sul semestre europeo.

Al contrario per Fulvio Massarelli del Laboratorio Crash la manifestazione del 12 aprile è stato un “successo straordinario, costruito in salita con molte difficoltà”, perché “il panorama politico e sociale è cambiato con il Governo Renzi” rispetto al 18 e 19 ottobre. Mettere sullo stesso piano le due manifestazioni, secondo Massarelli, “è un errore”. Alla manifestazione del 12 aprile, sottolinea il portavoce di Crash, “è stato un corteo costruito in autonomia dalle realtà di base, senza partiti né sindacati”, e quindi senza aiuto nell’organizzare i pullman verso Roma. Questo movimento rischia di allontanare chi non si riconosce in slogan come “i diritti si conquistano a spinta”? Secondo Massarelli ci sono molti non garantiti che non hanno alternative, come dimostra lo sgombero di ieri alla Montagnola di Roma. A Bologna? “Allo sportello di Social log si presentano moltissime persone colpite dalla crisi, che nemmeno noi ci aspettavamo” risponde Massarelli, “non solo stranieri ma anche bolognesi, famiglie che si sono ritrovate improvvisamente impoverite dalla crisi”.

Questa sera, giovedì 17 aprile, alle 20.30 le realtà vicine al Laboratorio Crash e ai collettivi autonomi hanno indetto un’assemblea in via Zamboni 32 per parlare della manifestazione del 12 aprile e degli appuntamenti futuri, tra cui anche l’11 luglio torinese.

Assemblea a cui parteciperanno anche le realtà vicine al Tpo e a Labas, anche se Ada Talarico aggiunge che “il percorso del 12 aprile è molteplice, fatto da realtà che poi sul territorio operano in modi differenti”. “Bologna è un terreno fertile per le occupazioni” ci dice Talarico, che ci parla del progetto di Crowdhousing di 5 appartamenti a Labas, dove però, dice la portavoce del centro sociale, “la composizione è diversa da quella romana, sono soprattutto studenti e precari giovani e fuorisede”. Ci sono appoggi politici che facilitano la presenza delle occupazioni a Bologna? Talarico ci risponde che “al momento non ci sono risposte da parte dell’amministrazione davanti a queste occupazioni”.

Una differenza tra Roma e Bologna intanto la fa la cronaca di questi giorni. Mentre a Roma si sgombera con la forza l’occupazione alla Montagnola, a Bologna hanno ottenuto la residenza altre due famiglie che abitano nell’occupazione in via Mario de Maria (l’occupazione dello sportello Social Log) a differenza di quanto previsto dal Piano Casa Lupi-Renzi.

      MOVIMENTO

 

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