1 lug. – La squadra mobile di Bologna ha arrestato tre persone a Rioveggio, frazione del comune di Monzuno, per possesso di arma da guerra e stupefacenti. Mercoledì scorso, durante un’operazione contro la criminalità organizzata, in seguito ad una segnalazione, i poliziotti sono entrati in una villetta a schiera nel paese sull’appennino trovando sul tavolo di casa, avvolto in un panno, un fucile mitragliatore d’assalto AK-47. I fermati sono Sacha Fortuna, 32 anni, e sua moglie, Caterina Cutrullà, 33, entrambi originari di Vibo Valentia ma residenti da tempo a Rioveggio, e Pierluigi Sorrentino, 21, nato a Orzinuovi in provincia di Brescia. Tutti e tre hanno a loro carico piccoli precedenti.
Oltre al mitra, con la matricola abrasa, e sul quale verranno fatti accertamenti tecnici per capire se ha sparato negli ultimi tempi, sono stati sequestrati anche: 154 proiettili di grosso calirbo, sei caricatori vuoti, un silenziatore, un visore per sparare a lunga distanza e un rompifiamma da porre all’estremità della canna. Inoltre, sono stati trovati anche 400 grammi di hascisc in ovuli termosaldati, e 25 mila euro in contanti, motivo per cui i tre sono denunciati anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
“Quello che è pacifico è che non si tratta di una brigata operativa“. A dirlo è l’avvocato Gabriele Bordoni, difensore dei tre arrestati. Secondo il legale la vicenda va riletta: “Sicuramente per due di loro, che probabilmente hanno ospitato una persona nel momento sbagliato. Il terzo, per caratura personale ed età mi pare del tutto incompatibile con episodi di criminalità organizzata. La sensazione, insomma, è che due non sapessero niente e che il terzo sia stato semplicimente individuato come ragazzino con la disponibilità a portare avanti e indietro per due spicci qualcosa. E’ un vettore e non un utilizzatore“.

