Un giovane su cinque a rischio di esclusione sociale

24 gen. – La fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni è quella più esposta al rischio povertà. E’ uno degli aspetti che emergono dallo studio “Vedere la povertà: una ricerca sulle nuove povertà a Bologna” promosso dalla Fondazione Gramsci insieme a Coop Adriatica e Arci. “Un giovane su cinque non termina né il percorso di studi né quello di formazione professionale” dice Matilde Callari Galli, coordinatrice della ricerca, e non è difficile quindi immaginare per loro un futuro di esclusione sociale. Secondo i dati raccolti il 17% dei ragazzi abbandonano la scuola superiore nel passaggio dal primo al secondo anno mentre il 18% non completa i corsi di formazione professionale. A rendere socialmente più fragili i giovani, quindi, oltre alla disoccupazione e alla precarietà, si unisce la mancanza di competenze.

Nella ricerca, che verrà presentata domani nella sede della Fondazione Gramsci di via Mentana 2, a Bologna, si evidenza la “multidimensionalità della vulnerabilità sociale“: “La perdita del lavoro e della casa – spiega Callari Galli – sono gli elementi che fanno ‘scattare’ la povertà, ma a questi si sommano una serie di concause: conflitti familiari, problemi psichiatrici come ansia e depressione, dipendenza da acol e altre sostanze”.

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