Un altro suicidio

7 mag. – Si è ucciso nel suo negozio. Nel pomeriggio di lunedì un commerciante bolognese si è  impiccato nel bagno della rivendita di ricambi per casalinghi, che gestiva in via Duse con altri familiari. Aveva 48 anni. Ha lasciato un biglietto alla sua famiglia, di cui la polizia non ha diffuso il contenuto.

Per il pm Valter Giovannini è ancora impossibile formulare ipotesi sui motivi del gesto. In mattinata una volante era intervenuta sul posto per una lite. Fra i protagonisti c’era anche l’uomo che poi si è tolto la vita. La discussione si sarebbe accesa per una questione di rate condominiali arretrate. L’uomo avrebbe detto che non poteva pagarle perché aveva un debito di 20 mila euro con Equitalia. Da tempo faceva uso di antidepressivi.

“Che vergogna. Non per lui, per questo Stato. Aveva la mia eta’, non ho parole. E’ ora che lo Stato faccia un mea culpa ma soprattutto che trovi un rimedio. Il lavoratore deve sentirsi protetto. Cosa dobbiamo fare, senno’, impiccarci e darci fuoco tutti?”. E’ stata questa la reazione di Tiziana Marrone, la vedova di Giuseppe Campaniello, l’artigiano che si e’ tolto la vita dandosi fuoco il 28 marzo scorso a Bologna e che ha organizzato la scorsa settimana la marcia delle bandiere bianche.

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