Bologna, 11 sett. – “È arrivato il momento di chiudere la faccenda, perché non vedo interesse nei confronti di quello che sto facendo”. Umberto Palazzo è molto netto riguardo al futuro dei Santo Niente, ma anche alla produzione legata al suo nome. “Non farò più l’autore”, ha dichiarato questa mattina durante Aperto per Ferie. La notizia era già nell’aria da un po’: non è un caso che il tour della band di Palazzo che tocca Bologna domani sia, esplicitamente, l’ultima dei Santo Niente. “Tenere in piedi una rock band è dispendioso, ci dev’essere una tensione positiva“: i motivi per chiudere questa fase ci sono tutti, a quanto pare. Il musicista pescarese non abbandonerà del tutto il mondo musicale: “Ho il mio laptop“, ci ha detto. Ma Palazzo è sereno: riconosce il suo successo come dj e non come musicista, nonostante l’ultimo disco a nome Santo Niente, quel Mare Tranquillitatis uscito l’anno scorso, non pare il prodotto di uno in cui voglia mollare. Questi pensieri sono arrivati dopo: “Speravo che qualcosa cambiasse: ho dato il massimo e non ho più interesse ad andare avanti.”
Aspettando da Palazzo nuova musica, siamo certi che lo vedremo in consolle in giro per l’Italia: l’attività da dj, che ormai è la principale lavorativamente parlando per il nostro ospite, è legata alla serata di domani. Nell’intervista di stamattina, che trovate integralmente in fondo al post, Palazzo ci ha detto che è stato probabilmente il lavoro fatto sulla colonna sonora del film tratto dal romanzo d’esordio di Brizzi di cui abbiamo parlato, e il cui ventennale che viene festeggiato domani al Locomotiv, è stata la sua prima attività da disc jockey. Jack Frusciante, infatti, era già finito quando a Palazzo fu chiesto di curare la colonna sonora, che comprende una decina di minuti di musica originale: il resto è una selezione (che ha avuto enorme successo) di classici del rock internazionale e di canzoni di una ventina di anni fa pescate dal panorama indipendente italiano. Un mix di successo, che ha fatto comprendere a Palazzo uno dei sensi di selezionare la musica: “Fare il dj è scoprire dentro un pezzo delle cose che la gente non capisce e accoppiarle ad altre cose”. Un bel vademecum per chi ha intenzione di cimentarsi con piatti, mixer e cdj.


