Ultimatum per Bartleby. O vanno via o saranno cacciati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

16 gen – Per l’assessore Amelia Frascaroli, è “un tentativo iniziale, una sfida che guarda comunque in altre direzioni”; per il Prorettore, Roberto Nicoletti, è un ultimatum: “da tre anni sento le stesse critiche come un disco rotto; la soluzione è questa qua e se Bartleby non se ne va da via San Petronio Vecchio saranno mandati via“.

Ascolta Roberto Nicoletti per post Nicoletti su Bartleby

La soluzione però – uno spazio da condividere con altre associazioni studentesche e collettivi, in via Collamarini 8, nel pieno della zona industriale Roverinon ha convinto gli attivisti di Bartlebly. “Non ce ne andiamo e non accettiamo ritorsioni. Ci avete chiamato parlando di una soluzione e poi ci avete dato cinque giorni per dire si o no, non è affatto una grande opportunità. E poi se il prorettore ci caccia con la Polizia, la sconfitta sarà vostra“, sono le parole di Michele che hanno fatto da contraltare a quelle di Prorettore e assessore durante la conferenza stampa convocata da Comune e Università per spiegare la proposta – anticipando per altro quella organizzata da Bartleby.

Lo spazio è grande, a norma, con acqua, luce e riscaldamento e non impatterebbe sulle esigenze dei residenti, e poi è in una zona “socialmente interessante”, ha detto Frascaroli. Per Bartlebly è troppo lontano dal centro, dagli studenti, dai giovani e dai disoccupati che seguono le iniziative del collettivo: “è circondato da una rete elettrificata con su scritto «Pericolo di Morte».

Ascolta Michele e Simone di Bartleby post Bartleby barbolini e

La rinuncia di Bartlebly comunque non fermerà il progetto; l’Università ha già firmato il contratto, di sei anni più sei, da 50 mila euro all’anno tra affitto e tasse. Nello spazio di via Collamarini potranno andare da subito i gruppi che raccolgono gli 800 studenti cinesi dell’ateneo e altre associazioni studentesche.

A favore di Bartleby si è schierato Sel; lo ha fatto sapere poco dopo la conferenza stampa con una nota consiliare, con la quale esorta il Comune e L’università a “mantenere aperto il dialogo per la ricerca di una soluzione più adatta alle caratteristiche di questo collettivo e che non dislochino nella lontana periferia una realtà importante nel panorama giovanile”.

 

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