16 gen. – Eluana Englaro non sarà ospitata dalla clinica Città di Udine. La notizia è stata resa nota da un comunicato ufficiale della struttura sanitaria. “Nel caso si desse attuazione all’ospitalità della singora Englaro per il protocollo previsto – si legge nel comunicato del Cda della clinica – il ministro potrebbe assumere provvedimenti che metterebbero a repentaglio l’operatività della struttura, e quindi il posto di lavoro di più di 300 persone“.
Un rischio troppo alto quindi per la clinica friuliana, che il consiglio di amministrazione, pur non votando all’unanimità, non se l’è sentita di correre.
Potrebbe entrare in scena la Regione Emilia-Romagna? Anche qui il percorso è molto tortuoso. Se da un lato c’è stata l’apertura del presidente Vasco Errani di fronte ad una esplicita richiesta della famiglia, dall’altro c’è la lettera aperta degli Hospice dell’Emilia-Romagna (strutture sanitarie che accolgono il paziente in fase terminale) contro l’ospitalità della Regione a Eluana Englaro.
“Sarebbe ben triste il passaggio identificativo dell’Emilia-Romagna da terra della solidarietà a terra della morte. Eluana non è una paziente in fase terminale, ma una grave disabile che necessita di idratazione, nutrizione e assistenza di base alla persona, come tanti altri anziani, dementi, disabili, portatori di handicap”. Così scrivono i direttori, coordinatori di hospice e i responsabili di strutture per pazienti in stato vegetativo dell’Emilia-Romagna. Gli hospice, concludono i direttori, “devono rimanere quello che sono e sono sempre stati, cioè strutture per la vita del paziente, non per la loro morte”.

