27 mag. – Il suo nuovo disco si intitola Drop ed è strettamente legato a un ep uscito precedentemente in vinile a edizioni limitata: ce l’ha raccontato con un live a Maps Tying Tiffany, veneta d’origine, bolognese per residenza, ma di vocazione decisamente internazionale. “La musica che faccio è considerata molto di nicchia in Italia”, ci ha raccontato la scorsa settimana la musicista, che è venuta a RCdC insieme al produttore e partner musicale Lorenzo Montanà per suonarci tre brani tratti dal disco uscito a febbraio. Senza polemiche, Tiffany ci ha detto che comunque si sente più “riconosciuta” altrove: in Germania, per esempio, ma soprattutto in area anglosassone.
Eppure la musica elettronica italiana è riconosciuta: “Sì, ma all’estero“, ha puntualizzato la nostra ospite che, nonostante la situazione non proprio rosea in patria, non è abbattuta per niente. Al quinto album, infatti, Tying Tiffany continua a fare la sua musica, a percorrere la sua strada, mischiando alcune parti più oscure di cui avevamo parlato sempre a Maps con aperture più danzerecce che richiamano derive house.
“La scaletta del disco è stata pensata a seconda dei bpm“, ci ha raccontato Tiffany. “Si parte con l’introspezione e si arriva a momenti più dance, anche se odio quel termine“. In realtà, ha specificato la musicista, non ama le etichette, per quanto inevitabili siano. “Mi hanno spesso incasellato in definizioni sbagliate“, ha detto la nostra ospite, ma il suo partner ha ricordato che il prestigioso NME ha definito la sua musica “una italo-disco con influenze alla John Carpenter“. Mica male.
Per saperne di più, cliccate qua sotto. Le tre tracce live sono le prime di Drop e comprendono anche quella da cui è stato tratto l’ultimo video, uscito poco fa. E poi troverete altre chiacchiere su quello che vuol dire organizzarsi da sola, autofinanziarsi, essere completamente indipendente. “Non è una vita facile”, ha detto Tiffany. Ma sorridendo.



