Tuxedomoon: torniamo a Bologna, ma dove fuggiamo ora?

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2 apr. – Era il dicembre del 1980 quando i Tuxedomoon, storica band di San Francisco, faceva in città il suo primo concerto europeo in assoluto. “Scappavamo dagli USA e da Reagan, che era sul punto di essere rieletto: oggi le idee di Reagan hanno preso piede in Europa e noi dove fuggiamo?” Questa la conclusione dell’intervista realizzata da poco a Maps a Steven Brown e Peter Principle, che sono venuti nei nostri studi in rappresentanza della band, dal vivo a DOM, la Cupola del Pilastro per tre appuntamenti sold-out oggi, domani e venerdì.

Con i musicisti abbiamo ricostruito la storia della band, dei primi dischi Half Mute e Desire, ma abbiamo anche sfatato un mito che riguarda il loro arrivo in Europa: “La verità è che non sapevamo dove andare“, hanno raccontato i nostri ospiti, descrivendo peregrinazioni tra Londra, Paesi Bassi, Belgio e, infine, Italia. “Ma all’epoca a Bologna non c’era McDonald’s“: questa l’amara considerazione dei Tuxedomoon, con i quali abbiamo riflettuto molto anche sulle differenze così sensibili nelle decadi passate tra nuovo e vecchio continente. “Ora si è imposto come normale il modello americano, quello da cui noi siamo scappati”.

Nell’intervista qua sotto, comunque, non trovete solo considerazioni sociologiche: abbiamo avuto spazio ovviamente anche per la musica della band, abbracciando i quasi quarant’anni di carriera dei Tuxedomoon, dalle prime prove fino ai dischi che ancora devono uscire. In occasione del Record Store Day, infatti, farà la comparsa il vinile della sonorizzazione di Pink Narcissus, film culto di James Bidgood, richiesta espressamente alla band dall’Etrange Festival di Parigi. Un po’ come succedeva agli inizi, in una San Francisco degli anni ’70 sì aperta alle sperimentazioni, ma forse non pronta all’unicità di una delle band più peculiari e interessanti dell’epoca definita “post-punk”. Ecco per voi l’intervista dei Tuxedomoon a Maps.

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