Tutto l’antifascismo che c’è


In risposta alla «deriva a destra che riguarda tutto il paese» nasce a Bologna il Festival sociale delle culture antifasciste. Dal 29 maggio al 2 giugno il parco delle Caserme rosse ospiterà 90 eventi fra dibattiti, presentazioni di film e documentari, opere teatrali, concerti. Le culture delle donne, dei lavoratori, della scuola, dell’ambiente, dei migranti, dei movimenti lgbtq riunite dall’Anpi e dal Coordinamento organizzatore del festival mettono insieme le proprie pratiche antifasciste in un «esperimento sociale» che comprende la gestione condivisa degli spazi, dalla cucina (che fornirà anche pasti vegetariani e vegani e userà stoviglie riciclabili) al «servizio di tranquillità», un’azione comunicativa per scoraggiare ogni atteggiamento molesto verso donne, trans, omosessuali.

Per arrivare il via Corticella 147/2 si può prendere il bus 27, oppure usare il bike-sharing con bici riciclate dalla ciclofficina Ampio Raggio.

Lunedì pomeriggio un corteo musicale di bande partigiane farà tappa nei luoghi della Resistenza bolognese e si concluderà nel cortile di Palazzo D’Accursio, sotto la lapide che ricorda l’assalto fascista del 21 novembre 1920 al Consiglio comunale.

Le Caserme rosse sono state «il luogo più importante della deportazione» nazifascista di «migliaia di persone verso il campo di Fossoli e di qui in Germania», spiega Armando Sarti, presidente dell’Anpi Bolognina. Nel perimetro della struttura è stato scoperto quello che poi è stato chiamato il «muro dei fucilati sconosciuti». Tuttora sono in corso indagini sulle trincee scoperte grazie a una foto aerea della Raf. Ascolta Armando Sarti:

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