8 giu. – Teatro stracolmo, lunedì sera, per assistere alla sfilata di attori sul palco per salvare il Duse, condannato dalla manovra economica di Tremonti. Mille persone dentro, mentre 400 sono dovute restare fuori, sotto il portico, davanti al maxi schermo.
Nel foyer, mentre sul palco si alternavano le voci che rivendicavano la centralità della cultura e del teatro, si raccoglievano adesioni e fondi per l’organizzazione dell’evento.
Venerdì il Commissario Cancellieri incontrerà Bologna Capitale. Al movimento civico di Daniele Corticelli è legata la cordata di imprenditori che si è dichiarata pronta, per bocca di Giorgio Giatti-presidente del gruppo Termal-a rilevare il Duse. Un’offerta che è stata presentata alla proprietà della licenza teatrale e delle mura del teatro e cioè la Dems teatro. E che non prevederebbe la presa in carico di tutti i lavoratori del teatro, ma solo la priorità per gli ex dipendenti Eti nelle assunzioni che saranno previste dal business plan.
La possibilità di privatizzazione del teatro ha suscitato i commenti entusiasti del ministro Bondi.
Le voci del pubblico

