Erano in migliaia e migliaia a Villa Angeletti ieri sera con Michele Santoro che per i 110 anni della Fiom ha organizzato l’evento “Tutti in piedi entra il lavoro”. Tanti ospiti: Elisa Anzaldo, Maurizio Crozza, Serena Dandini, Teresa De Sio, Antonio Ingroia, Max Paiella, Daniele Silvestri, i Subsonica, Marco Travaglio, Vauro .
Il colpo di scena, l’ospite a sorpresa di cui si mormorava alla vigilia non è stato Adriano Celentano ma Roberto Benigni.
“Cari lavoratori, siete voi l’Italia migliore”. Così l’artista toscano ha fatto il controcanto al ministro Brunetta nel suo mini-show sul palco. “E l’Italia migliore – ha aggiunto – a quest’ora lavora, vestita da poliziotto o da infermiera”. E il premio Oscar ha voluto dedicare proprio ai lavoratori, più che ai temi della libertà d’espressione, il suo breve intervento, una decina di minuti, introdotto da Michele Santoro: “Stavolta non sono qui, come si dice quando si invia un messaggio, con voi con il cuore, ma ci sono con tutto il corpo”.
Ed ha poi lanciato un messaggio alle migliaia di persone intervenute per la serata: “Amate il vostro lavoro, è la più bella forma di felicita”. Benigni ha invitato a togliersi il cappello di fronte al lavoro: “Quando lavoriamo modifichiamo noi stessi – ha detto – non c’é solo la ricompensa della paga, lavorando conosciamo noi stessi, diventiamo indipendenti, è un diritto che nessuno ci può togliere, è un servizio divino, è una cosa sacra. Amare il proprio lavoro è la sola grande e concreta felicità, dovrebbe essere la base su cui fondare la nostra società, amare il nostro lavoro con la coscienza orgogliosa di essere utili, io mi inchino a tutti i lavoratori, é grazie a voi che il mondo va avanti”.
Ma accanto all’appello civico, Benigni, entrando in scena a Villa Angeletti al grido di ‘L’Italia s’é destà, non si è fatto mancare alcune battute che hanno fatto scoppiare il pubblico in un’unica grande risata: “La Fiom – ha detto – è il più grande sindacato degli ultimi 110 anni: strano, comunque, che abbia organizzato la festa a casa del segretario della Uil, che ora sta dormendo: ma è come se la Uil facesse il proprio raduno a palazzo Landini o a piazza Camusso”. Poi ha anche sfidato il venerdì 17, “anche se i metalmeccanici a toccare ferro sono abituati. E tu, Michele, stai facendo un uso criminoso della Fiom”.
Infine un accenno al calcioscommesse, buttato in satira, ma espresso come una testimonianza di solidarietà proprio a Santoro: “C’erano dei giocatori che danneggiavano la propria squadra per farla perdere: un po’, insomma, come fa il direttore generale della Rai”. E dal pubblico di Bologna, per Benigni, si é levata una vera ovazione.
Concluso ieri sera lo show televisivo e multimediale di Santoro la 4 giorni della Fiom continua: oggi sarà la volta della politica invitata a parlare di rappresentanza del lavoro. Tra gli invitati il segretario del Pd Pierluigi Bersani, il leader di Sel Nichi Vendola e quello dell’Idv,Antonio Di Pietro, coordinati da Lucia Annunziata.
Infine domenica, dopo l’intervista a Susanna Camusso, si chiude in musica con la band di Luca Barbarossa, Fiorella Mannoia, Paola Turci e Andrea Rivera.

