24 apr. – 24 apr. – Marco Tutino difende a spada tratta la propria gestione e accusa gli enti locali: hanno tirato troppo la cinghia. Per il sovrintendente del Teatro Comunale l’Ente lirico è stato svantaggiato rispetto ad altre città e il passivo sarebbe stato un attivo di 6,1 milioni di euro, se Comune, Provincia e Regione avessero contribuito come le istituzioni di Torino, Venezia o Genova. Carte alla mano – dati diffusi dal Ministero dei Beni culturali – Tutino mette in evidenza il risultato della sua gestione: “Per evitare interpretazioni fuorvianti abbiamo paragonato i risultati del nostro Teatro con quelli di altre tre realtà analoghe, escludendo ad esempio quelli che hanno sede in Regioni a statuto speciale, dove maggiori sono le possibilità di finanziamento, quelli con piante organiche ben superiori alla nostra e quelli particolari come la Scala”; i confronti con il Regio di Torino, La Fenice di Venezia e il Carlo Felice di Genova raccontano come i finanziamenti nel capoluogo piemontese siano stati di 12,32 milioni all’anno, a fronte dei 2,994 del Comunale. Se il teatro bolognese negli ultimi cinque anni avesse potuto godere di tali contributi non avrebbe chiuso in passivo – spiega Tutino – ma con un attivo di 6,1 milioni. “All’origine di questo contributo inferiore di Regione, Comune e Provincia – smorza Tutino – ci sono scelte di politica culturale e peculiarità di questo territorio, che conta un grande numero di teatri. Certo è che risulta evidente come il passivo dei bilanci non sia imputabile a particolari errori di gestione che rimane invece virtuosa anche rispetto ad altri Enti lirici”.
