Tumore al seno. Sant’Orsola all’avanguardia per diagnosi e cura

sant'orsola facciata

Bologna, 18 nov. – L’Ospedale San’Orsola è il primo in Emilia-Romagna a ottenere la certificazione EUSOMA per gli standard di diagnosi e cura delle donne con cancro al seno, il sesto in Italia. Nella clinica universitaria bolognese, “per chi si presenta con diagnosi sospetta o già fatta la strada è tracciata” e sono “abbattutti i tempi di attesa“, spiega Mario Tuffarelli, direttore di Chirurgia generale e clinical director del team multidisciplinare che prende in carico le pazienti.
Da gennaio sono state 508, delle quali oltre 400 operate. Il 25% viene da fuori regione.

La European Cancer Care Certification, l’agenzia che ha controllato il rispetto degli standard da parte dell’ospedale bolognese, ha accertato che il percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale supera i 10 requisiti, che riguardano anche i risultati raggiunti e la qualità della vita delle pazienti, e non solo parametri organizzativi – che già erano valsi nel 2008 la certificazione di qualità Cermet. Secondo uno studio del British Medical Journal citato dai medici della Brest Unit del Sant’Orsola, questi standard garantiscono alle donne da loro seguite “il 18% di possibilità di guarigione in più rispetto a chi sceglie un ospedale generalista” e “dal 2016 in Europa questa patologia dovrà essere trattata così”.

Il primo parametro da superare è operare almeno 150 nuovi casi di carcinoma all’anno. La Breast Unit del Sant’Orsola ne ha accumulati 265 nel 2011 e 313 nel 2012, nei due anni in cui si è sottoposta all’esame dell’ente di certificazione.

Il team multidisciplinare che segue la paziente e decide la terapia è composto da un radiologo, un oncologo, un anatomopatologo, un chirurgo, un radioterapista e un’infermiera “case manager”, che fa da raccordo fra i medici e la paziente, evitando alla donna di “procurarsi da sé tutti gli appuntamenti con gli specialisti”. In caso di necessità, il team può consultare altri professionisti, come, per esempio, psicologi, chirurghi plastici, genetisti – che al Sant’Orsola sono tutti interni, aspetto non trascurabile per ottenere la certificazione europea.

Il percorso viene proposto alle donne che fanno lo screening mammografico al Sant’Orsola, ma è aperto a chiunque, come spiega il professor Taffurelli, responsabile clinico insieme al dottor Claudio Zamagni e al professor Stefano Mignani.

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