Bologna 1 lug- Un ordigno esplosivo ha danneggiato nella notte la sede di un circolo di Casapound a Bologna, in via Malvolta. Verso le 4 un tubo riempito di polvere è stato fatto saltare, provocando danni alla saracinesca e ad alcune finestre. Diversi i residenti che si sono svegliati preoccupati per l’esplosione.
Una telecamera vicina alla sede del circolo ha ripreso due persone, probabilmente di sesso maschile, col volto coperto da passamontagna, uno vestito di nero, l’altro di chiaro. I due, prima dell’esplosione, avrebbero delimitato la zona con del nastro bianco e rosso, poi tentato di oscurare la telecamera. Dalle immagini poi si vede che hanno tentato di forzato la serranda, inserendo nello spazio tra la saracinesca e la vetrata l’ordigno: si tratta di un tubo con dentro della polvere pirica a basso potenziale. L’esplosione ha rotto il vetro e danneggiato lievemente gli infissi. La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo, affidato al pm Antonello Gustapane.
Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa gli investigatori non escludono possa essere una risposta alle parole del sindaco Virginio Merola, che ieri aveva espresso preoccupazione per la manifestazione prevista per il 3 luglio da parte di attivisti di area anarchica. Secondo procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini la modalità utilizzata è “da delinquenti comuni. Anche i bancomat vengono fatti saltare con lo stesso metodo”.
Da quei locali proprio oggi Casapound avrebbe dovuto portare via gli scatoloni, secondo gli accordi contrattuali, per spostarsi temporaneamente in un altro luogo, non reso noto. Il gruppo di estrema destra sarebbe moroso da alcuni mesi col titolare dei locali in cui hanno sede.
Questa è la risposta di Casapound contenuta nel comunicato inviato alle redazioni:
E’ il terzo “grave episodio in un anno e mezzo- dice Stefano Virgili, responsabile bolognese di Casapound- frutto del clima creato ad arte dai professionisti della calunnia e dell’odio politico che non hanno mai smesso di inventare motivazioni pretestuose per puntare il dito e mandare al patibolo un movimento trasparente e che fa la propria attività alla luce del sole come il nostro. Solo la maturità e la responsabilità di CasaPound ha fatto sì che la situazione in città non degenerasse in questi anni”. Virgili evidenzia però che “i partiti non si sono mai sentiti in dovere di condannare chi soffia sul fuoco dell’odio politico, neanche di fronte all’assalto fisico dell’ottobre 2013 che mandò in ospedale una ragazza incinta. Un isolazionismo che si barcamena tra il vergognoso e il complice”. Ad ogni modo, “gli attentati non ci hanno comunque mai intimorito- conclude Virgili- continueremo la nostra attività come abbiamo sempre fatto e la nostra risposta, ci teniamo a ribadirlo, sarà esclusivamente di tipo politico, ma è ora che i mandanti morali di assalti, incendi e ordigni si assumano le proprie responsabilità. Non si gioca sulla pelle dei
nostri ragazzi”.
L’Anpi provinciale di Bologna ha scritto una nota in cui “condanna fermamente l’attentato esplosivo compiuto ai danni della sede di un circolo di Casapound a Bologna, poiché contraria ad ogni forma di violenza. Ribadisce però la presa di distanza dalle posizioni di questa associazione chiaramente contraria ai principi della democrazia e del confronto civile”.
Nella foto, la polizia chiude la sede di Casapound in via Malvolta in occasione del corteo antifascista cittadino dello scorso 24 maggio


