Bologna, 19 mag. – “Con le bandiere de l’Altra Europa ridiamo a Bologna il suo colore rosso“. Il leader della sinistra greca ed europea Alexis Tsipras sceglie piazza Maggiore per concludere la sua giornata di campagna elettorale in Italia. Dopo Torino e Milano, il candidato della sinistra alla guida della Commissione Europea, sale sul palco montato nel lato ovest della piazza, di fronte al Comune, quando sul Crescentone sono in migliaia ad attenderlo. “Siamo 15 mila” dicono dal palco: la piazza è piena per 3/4 e la cosa fa tirare un sospiro di sollievo agli organizzatori. Quando, qualche giorno fa, dal comitato avevano annunciato “Piazza Maggiore sarà piena” si era diffusa un po’ di preoccupazione: “E se non ci riusciamo?” Così non è stato e la scommessa è stata vinta: più faceva buio più la gente entrava in piazza Maggiore. Volti noti della sinistra cittadina, molti i militanti della Rifondazione comunista anni Novanta, ma anche molti curiosi, alcuni arrivati dalla provincia, altri dalla regione e altri ancora da più lontano.
Tsipras arriva con un po’ di ritardo, annulla la conferenza stampa convocata per le 20.30 e sale sul palco intorno alle 22. Saluta in italiano e poi parla nella sua lingua, il greco. Parte dal “messaggio di speranza che ha mandato ieri la Grecia“, dove Syriza ha avuto una fortissima affermazione alle amministrative, e che domenica prossima “farà di Syriza il primo partito greco”. Parla di “sinistra che unisce i popoli che i governi dividono”, della sinistra “che unisce il popolo del lavoro e della cultura”, e chiama i suoi alla “mobilitazione democratica generale”: “Votiamo per la nostra vita“. Un’Europa non più in mano a banchieri e affaristi ma in cui siano i cittadini a decidere, un’Europa senza più le strette dell’austerità (“non è il farmaco per la crisi, serve solo a fare aumentare i profitti delle banche”), che viva un “new deal” fatto di investimenti europei. Promette una conferenza per cancellare gran parte del debito, soprattutto dei paesi del sud d’Europa, e dice: “Siamo l’unica sinistra che fa paura alla Merkel“. Il messaggio è rivolto al Partito Socialista Europeo e al suo candidato Martin Schulz, che comunque non viene mai citato.
Tsipras cita più volte Antonio Gramsci, ricorda Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer e riceve l’ovazione quando parla di antifascismo: “Nell’Europa democratica non c’è nessuno spazio per Alba Dorata, Forza Nuova o Casapound”. Quando ricorda la strage alla stazione del 2 Agosto e la risposta “unita e antifascista di Bologna” la città riunita in piazza Maggiore applaude, e qualcuno si commuove. L’ovazione vera e propria la incassa quando cita la Fiom: “Sono stato a Torino. Non è più la città operaia della Fiat: è la città della disoccupazione e del precariato. Fiat si è trasferita in Usa, Gran Bretagna e nell’est, sperando di trasformare in schiavi i suoi operai. Dovunque ci sarà un Marchionne o un Electrolux, ci sarà anche la Fiom”.
Tsipras parla di Beppe Grillo, “la sua è una protesta sterile”, di Matteo Renzi, “dopo le elezioni tornerà ad abbracciare la Merkel”, e avverte: “Siamo ad un bivio storico” tra chi vuole un’Europa diversa, dei cittadini, e chi invece vuole continuare con quest’Europa della banche, “destinata comunque a fallire”. Per questo, conclude, “non astenetevi dal cambiamento, andate a votare, facciamo di noi la sorpresa piacevole delle elezioni di domenica”.
Prima di Tsipras aveva parlato Barbara Spinelli, la giornalista anima della lista, figlia di quel Altiero Spinelli che dal confino di Ventotene scrisse il Manifesto per un’Europa Libera e Unita, uno dei capisaldi del federalismo europeo. Dopo di lei un lavoratore della Lucchini di Piombino, Cecilia Alessandrini, ex segretaria di circolo del Pd che ha scelto di uscire dal partito e l’attore Moni Ovadia.









