Trovato il materasso con il sangue di Silvia

5 lug. – Potrebbe essere la prova della colpevolezza di Giulio Caria il materasso sporco di sangue sequestrato dagli inquirenti ad un commerciante della provincia. E’ stato il negoziante stesso ad avvisare la polizia riconoscendo l’uomo accusato della morte di Silvia Caramazza nelle foto sui giornali. A lui Caria aveva spiegato che le macchie erano “solo vernice rossa”.

Caria, nell’interrogatorio nel carcere di Sassari, si è dichiarato innocente per la morte della convivente. Sostiene di aver accompagnato Silvia in Stazione il 16 giugno per un viaggio in Sicilia e di averla più vista. Ma Silvia in Sicilia non c’è mai arrivata, la sue scomparsa era stata segnalata il 21 giugno da un’amica, insospettita dagli sms pieni di errori grammaticali e di mancate risposte al cellulare. Caria ha raccontato di non essere più entrato nell’appartamento e di aver trascorso i giorni successivi a Sestola, doveva aveva preso in affitto un appartamento per l’estate. Secondo gli investigatori però è stato lui a portare il congelatore a pozzetto in casa per nascondere il corpo di Silvia.

 

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