Bologna, 9 apr. – I fornitori di Valdadige Costruzioni sono fiduciosi, anche se dai volti non si direbbe. Stamattina hanno saputo dall’impresa costruttrice dei palazzi del complesso Trilogia Navile che si aspetta un versamento da 9 milioni di euro venerdì 11 aprile – una prima tranche dei 22 milioni bloccati dalle banche. Il direttore di commessa Federico Orlandini conferma di aver già pronto il comunicato stampa, ma aspetta di vedere i soldi sul conto corrente prima di dare la notizia.
Sembra che il Banco Popolare di Verona avesse già dato il via libera. Mancava solo Unicredit, ma nella serata di ieri, forse grazie all’intervento dell’amministrazione comunale, qualcosa si è sbloccato.
Questa mattina una decina di rappresentanti delle ditte fornitrici (in tutto una ventina – alcuni nella foto) hanno incontrato i giornalisti all’interno del cantiere. Raccontano di rapporti anche ventennali con Valdadige: “Finora erano sempre stati puntualissimi nei pagamenti”. Oggi, invece, il più esposto di loro deve ricevere oltre un milione di euro. Si chiama Gianantonio De Nadai, è il titolare della ditta De Nadai di Prodenone. Se i soldi non arrivano, rischia tutto.
“In caso di pagamento, ci chiedono una lettera di impegno per terminare i lavori”, spiega Andrea Valentini della Isolpav di Forlì, che ha realizzato i piani di posa per pavimenti. Denis Sartor della Astro Costruzioni di Treviso aspetta i soldi per poter smontare la gru che incombe fra i due grattacieli ancora disabitati.
Nel palazzo abitato dall’estate scorsa, invece, manca ancora l’allaccio all’Enel e per ora si usa la corrente del cantiere. Sembra infatti che il fornitore del servizio sia alle prese con la valutazione delle necessità di un comparto complesso, in cui ricadrà anche la stazione dell’Alta velocità.
Nel bel mezzo dei cantieri, fra cumuli di terra, gru e reti di plastica arancione, passano ogni giorno i ragazzi e le ragazze che abitano nel nuovo studentato Fioravanti. Per accorciare le diverse centinaia di metri che separano la palazzina rossa dalla prima fermata del bus, passano su un pontile di legno fai da te e sbucano su via Fioravanti attraverso il centro sociale Katia Bertasi.
Quando Valdadige è entrata nel progetto di riqualificazione dell’area, nel 2006-2007, “pensavamo di completare i lavori in 7-8 anni”, spiega il direttore di commessa Orlandini. Ma i tempi non si sono allungati solo per la sua azienda, basti pensare che finora il costruito è circa il 20% del totale previsto, fra privato e pubblico.
I lavori in corso non hanno migliorato la qualità della vita di chi abita sulla nuova stradina aperta davanti alla palazzina Valdadige. Un residente che esce in moto su via Gobetti descrive le condizioni dell’asfalto.
Oltre alle 80 famiglie già impegnate nell’acquisto di appartamenti, aspetta di entrare nell’area anche la società Illumia, che porterebbe i suo 130 dipendenti in un edificio ancora grezzo in via Carracci.



