Treni, tutti in coda dietro Frecciarossa

L’alta velocità, inaugurata il 14 dicembre a ridosso delle feste, fin dal suo debutto provoca ritardi e disservizi su tutte le altre linee.  Lo denunciano i rappresentanti sindacali di Filt CGIL, Fit CISL, Uilt UIL, Ugl e Orsa. I disagi si verificano non soltanto sulle linee, ma anche sui servizi a terra. Alla stazione di Bologna per esempio è stato eliminato l’ufficio informazioni, sostituito con un banchetto precario, senza riscaldamento, non attrezzato delle tecnologie necessarie. Inoltre il personale deputato all’accoglienza clienti – lamentano i sindacati –  è dedicato in primis agli utenti della Tav, a scapito dei pendolari, che peraltro costituiscono l’80% dei viaggiatori dell’Emilia Romagna.


Il 23 dicembre scorso i sindacati hanno incontrato Trenitalia per chiedere una programmazione speciale a fronte dei nuovi orari e dell’incremento di traffico legato alle festività, ma non hanno avuto risposte. Ad oggi, con l’introduzione dell’alta velocità,  e finchè non sarà attivato il nodo di Bologna, saranno solo dieci i binari attivi, contro i 15 disponibili.

I sindacati denunciano ritardi su tutti i fronti: dalla riparazione dei mezzi, alle assunzioni del personale, dalla pianificazione alla manutenzione dei treni merci – attualmente in Emilia Romagna sono 62 i treni merci fermi, per guasti al locomotore o per carenza di personale.
I rappresentanti sindacali promettono iniziative che consentano di riaprire un tavolo di confronto con Trenitalia.

Ferrovie dello Stato replica con una nota che «l’entrata in funzione del treno ad Alta velocità non ha causato ritardi» e che quelli «che ci sono stati sono dovuti a guasti che non c’entrano niente con i treni Av»

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