Tre autisti Atc suicidi in poco più di un mese

4 mag. – Uno dopo l’altro, tre autisti di autobus di Atc si sono uccisi. Lo denunciano i sindacati Uil e RdB, che pur senza attribuire responsabilità all’azienda, sono preoccupati per l’aumento delle patologie depressive e per l’assenza di una struttura a cui indirizzare chi ha problemi.
I tre suicidi sono avvenuti negli ultimi quaranta giorni, due a distanza di due giorni fra loro. I lavoratori avevano intorno a 40 anni e problemi familiari e personali. I sindacalisti hanno parlato di clima pesante, “a tratti repressivo”, frequenti richiami scritti, frazioni di lavoro più lunghe nella seconda parte del turno, quando il conducente è più stanco. La turnazione su mansioni diversi è ora impossibile. In momenti di difficoltà o stanchezza, “l’autista poteva passare ad attività diverse, ma ora gra parte di queste, dagli uffici al servizio mensa, sono esternalizzate” – ha spiegato Gianni Cremonini delle RdB. Gli altri sindacati si sono dissociati dalle accuse.

Pronta la replica dell’Atc, che si è detta addolorata per i lutti e ha sottolineato come l’azienda non sia “coinvolta negli effetti che l’attuale crisi può determinare sulla sicurezza del posto di lavoro”. L’atteggiamento di chi assegna all’Atc un ruolo determinante nei suicidi è “cinico e irresponsabile”.

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