5 mag. – Un uomo, un avvocato tributarista, ha denunciato il suo strozzino: aveva ricevuto da lui un prestito da 90 mila euro per restituirne sotto minaccia – in tre anni – 170 mila, ma non bastavano. La denuncia ai carabinieri, avvenuta il 3 febbraio, ha fatto scattare tre arresti, di cui due ai domiciliari: il capo degli estorsori, che viveva a Zola Predosa, era un ex mediatore finanziario.
L’avvocato lo aveva conosciuto in quella veste e aveva svolto per lui una consulenza. Poi era scattato lo strozzinaggio. L’uomo era tenuto nel terrore anche con una menzogna: che il suo credito fosse stato passato a famiglie calabresi legate alla ‘ndrangheta. I tre estorsori, senza particolari precedenti, sono invece due bolognesi di nascita e uno d’adozionane, nato in provincia di Bari ma in città da anni.
Le accuse per loro sono estorsione continuata e aggravata, rapina aggravata e detenzione e porto abusivo di armi, commessi in concorso. Nelle loro case, durante la perquisizione di ieri, i Carabinieri hanno trovato documentazione (cambiali e titoli) che fa pensare ad altre vittime di usura.
Un altro punto su cui la Procura vuole fare luce è il motivo dei debiti accumulati dall’avvocato che ha sporto denuncia: oltre ai 90 mila altri 300 mila con altre persone.

