Bologna, 18 giu. – Un’organizzazione criminale italo-pakistana sfruttava l’immigrazione clandestina in Italia di cittadini pakistani, con la collaborazione di imprenditori italiani che fornivano contratti di lavoro fittizi e la compiacenza di un funzionario del ministero degli Esteri che accelerava le pratiche per i permessi di soggiorno. Il giro d’affari illecito di questa tratta di immigrati dal 2009 al 2011 è stato di 5,8 milioni di euro, sottratti a 445 immigrati pakistani introdotti illegalmente in Italia. E’ la ricostruzione fatta dalla direzione distrettuale antimafia di Bologna sulla base delle indagini coordinate dalla squadra mobile di Piacenza nell’ambito dell’operazione Good news. Oggi sono state eseguite tre ordinanze di custodia cautelare e 47 perquisizioni in tutta Italia (nel video). Le persone indagate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono 52, per 17 delle quali sono state chieste misure cautelari, concesse per 5 (2 cittadini pakistani e 3 italiani).
Per il dirigente della squadra mobile di Piacenza Salvatore Blasco, la novità di questa indagine è “l’allaccio italiano” dell’associazione criminale.
Secondo le indagini, gli aspiranti immigrati dovevano pagare cifre fra i 13 e i 18 mila euro per essere presi in carico dall’organizzazione criminale, che funzionava come un’agenzia. A stabilire il prezzo era il capo dell’organizzazione, Navid Mohamed Askar, cittadino pakistano residente a Piacenza, raggiunto dalle misure cautelari. Le somme venivano versate in Pakistan e ricevute in Italia da intermediari controllati dall’organizzazione. In parte i soldi sono stati girati ai 27 imprenditori residenti in provincia di Potenza reclutati da Gerardo Palladino (imprenditore tessile di Potenza, incensurato, anche lui fra gli arrestati), che fingevano di voler far rientrare lavoratori pakistani nei flussi migratori e ricevevano 4-5 mila euro a immigrato. 3mila euro li ha intascati anche un funzionario del ministero degli Esteri a Islamabad, che ha velocizzato le pratiche per una decina di immigrati (da oltre un mese, snelliva le procedure fino a ridurle a una settimana) ed è accusato anche di corruzione. Gli immigrati arrivavano in aereo a Malpensa e da qui l’organizzazione li portava nei paesi di area Schengen in cui volevano arrivare.
Nel corso delle indagini sono stati messi sotto sequestro a piacenza il bar e un’auto di Askar. L’altro cittadino pakistano arrestato, Naziz Mashid, anche lui residente a Piacenza, si occupava di cercare i clienti disposti a pagare l’organizzazione criminale pur di espatriare.
L’indagine rivela “un fenomeno inquietante”, ha detto il procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso, che dirige la direzione distrettuale antimafia.

