
Due navette di Croce Azzurra, la coop che attualmente gestisce il servizio trasporto disabili per il Comune
Bologna, 27 mar. – Il servizio di accompagnamento degli studenti disabili del Comune di Bologna cambia gestore. Se ne va la coop Croce Azzurra, che in questi anni si è occupata del trasporto dei ragazzi e dei bimbi con disabilità residenti sotto le Due Torri. Subentra, dal 7 settembre 2015, la coop Cosepuri. Un avvicendamento che sarebbe dovuto essere indolore. Invece Cosepuri ha annunciato di non poter assumere nessuno dei 34 attuali operatori che ogni giorno trasportano i bimbi disabili da casa a scuola, e viceversa.
Il motivo è presto detto: Cosepuri non è un’azienda o una cooperativa di soci lavoratori come le altre, ma un consorzio di mini imprese, spesso individuali. Si parla di piccoli padroncini, circa 290 dice il documento di presentazione della cooperativa (qui il pdf), “imprese prevalentemente in forma artigiana i cui titolari, collaboratori e dipendenti sono impiegati dall’azienda nello svolgimento dei servizi di trasporto commissionati dalla clientela”. Una situazione profondamente differente da quella dei 34 dipendenti impegnati nel servizio e attualmente in forza a Croce Azzura, chi con un contratto a tempo indeterminato o determinato e chi, la minoranza, con contratto di somministrazione. Stando agli annunci nessuno dei 34 operatori entrerà in Cosepuri. La prospettiva per molti di loro sembra essere quella della disoccupazione, e nulla varrà la tanto sbandierata clausola sociale, cioè l’obbligo per i vincitori di assumere tutti i dipendenti della vecchia cooperativa. “Quella clausola non c’è”, spiegano in sintesi da Cosepuri. Nel bando si parla di “rispetto tassativo dei contratti nazionali” – che la clausola la contemplano in automatico – ma quest’obbligo non varrebbe nel passaggio da una cooperativa ad un consorzio di padroncini.
Spiega il presidente di Cosepuri Gino Onofri: L’appalto bandito dal Comune di Bologna relativo al servizio di accompagnamento scolastico rivolto ad alunni disabili residenti nel territorio Comunale per il periodo Settembre 2015 – Settembre 2017 è stato aggiudicato alla nostra cooperativa, che peraltro in passato lo ha svolto per lungo tempo, a partire dalla fine degli anni ’80 fino al 2011. Cosepuri, come noto, è un consorzio di imprese artigiane e, in quanto tale, affiderà lo svolgimento delle prestazioni previste da questo appalto alle proprie imprese associate, esattamente come avveniva in passato. Preciso peraltro che tra le clausole del Capitolato di appalto non compare la ‘Clausola Sociale’ che prevede il trasferimento dei lavoratori dall’impresa cessante a quella subentrante se non nel caso in cui i soggetti coinvolti siano entrambi cooperative sociali, clausola peraltro riportata nei relativi Contratti Nazionali di Lavoro. Siamo spiacenti per i lavoratori di Croce Azzurra e Azzurra Service, ma le risorse che metteremo a disposizione per l’esecuzione di questo appalto sono le stesse che all’epoca erano dedicate a tale attività e che anche nel nostro caso risultarono in eccedenza nel momento in cui l’appalto venne aggiudicato ad un altro concorrente”.
La coop uscente, Croceazzurra, si dice disponibile a cercare soluzioni per i propri dipendenti, “ma sappiamo già che non potremo ricollocare tutti”, dice Michele Zani. ” Di solito in queste situazioni valgono le clausole sociali e riteniamo debbano comunque essere applicate, ma la situazione evidentemente non è chiara”.
Tra gli accompagnatori la paura è tanta. La Cgil Funzione Pubblica di Bologna sta già distribuendo un volantino in cui si chiede “il rispetto dei diritti dei lavoratori degli appalti del Comune di Bologna”. “Così si buttano al vento professionalità formate su situazioni specifiche e servizi di grande delicatezza, si creano dal nulla 34 disoccupati e si mette a repentaglio la qualità a la continuità del servizio”.
Per il momento il Comune di Bologna non commenta la vicenda. Già settimana prossima dovrebbe esserci un primo incontro con le aziende. Dopo Pasqua è invece previsto un incontro con i sindacati.

