20 ago. Parlava di barbecue e gatti morti. Era così distratto Carl Turner, 38 anni, di servizio nella torre di Teterboro l’8 agosto scorso, da accorgersi solo qualche secondo prima dello schianto tra il Piper e l’elicottero. Uno scontro che ha ucciso nove persone, di cui cinque bolognesi.
Alle 11 e 50 un pilota di elicottero (ma non quello della Liberty Tours con gli italiani a bordo) avvisa Turner di un Piper sopra lo Hudson. Un dettaglio nuovo che l’uomo però non coglie. E’ distratto, sta da tempo parlando al telefono con la sua ragazza. Si discute di grigliate e del gas per le bombole che non c’è. Scherza pure, “diamo fuoco al gatto” dice.
Dopo soli due minuti arriva un messaggio dalla torre di controllo di Newark, lo scalo più grande del New Jersey. E’ una richiesta per Turner: deve ordinare al Piper di allontanarsi perché sta andando verso l’elicottero. C’è confusione, lui non capisce, la sua telefonata privata continua.
Solo alle 11 e 53 Turner si accorge che è successo qualcosa di tragico. “Che succede” gli chiede la donna. “Credo che sia andato giù, nello Hudson” risponde lui.

