Bologna, 27 gen. – “L’esempio di ieri dimostra che quando si blocca il nodo di Bologna per un incidente si paralizza l’intero paese perché non c’è un alternativa”. Carmine Preziosi, direttore dell’Ance di Bologna, prende spunto dall’attualità per rivendicare l’importanza del Passante Nord, la bretella autostradale di cui si discute da decenni e che ora, proprio mentre Autostrade per l’Italia sta lavorando al progetto esecutivo, sembra tornata in discussione.
Negli ultimi tempi si sono levate sempre più forti le voci di opposizione alla costruzione delle nuova infrastruttura che, nell’idea iniziale, dovrebbe spostare più a nord il traffico che quotidianamente lambisce la città di Bologna. A mettere in discussione l’opera non sono più solo i comitati di cittadini, ma anche i sindaci di alcuni dei comuni su cui la nuova strada dovrebbe passare. Nei giorni scorsi 10 sindaci hanno messo nero su bianco le loro perplessità all’opera e la prossima settimana sarà convocato da Regione e Città metropolitana un tavolo di confronto.
Per i costruttori edili la questione non dovrebbe essere ancora ‘se’ fare il passante, ma ‘come’ fare a far sì che l’impatto ambientale sia il più basso possibile. Del Passante si discute da decenni, è stato inserito in tutti gli strumenti urbanistici locali, è considerato un’opera di interessa nazionale quindi, secondo Preziosi, ora non è possibile dire “abbiamo cambiato idea”. Per i costruttori non c’è alternativa: il Passante va fatto. “Altrimenti significa che a Bologna non si fa più niente, niente che non sia immediato” dice Preziosi.
“Gli atti amministrativi hanno un significato giuridico, dal quale non si può tornare indietro- argomenta il direttore di Ance- altrimenti non ci sarebbe più un principio di tutela della legalità. Un volta presa una decisione, una volta sottoscritto un patto, una volta deliberato un atto di governo”, non è che si possa tornare indietro: è questo il ragionamento di Preziosi che anche per quanto riguarda il progetto di Idice di San Lazzaro, giudica poco probabile che si possa arrivare alla cancellazione del Piano Operativo Comunale. “C’è un principio del diritto amministrativo che prevede la continuità delle azioni politiche e amministrative ed è un principio sacrosanto, altrimenti tutto sarebbe rimesso all’emotività del momento”.
Secondo Preziosi, le parole di Bonaccini di ieri (“decida Bologna cosa vuol fare”), in parte ammorbidite dalla dichiarazioni di oggi, rappresentano un passo indietro nella marcia di avvicinamento al Passante Nord. Passo indietro con non piace ai costruttori e che sarebbe dovuto, così come i malumori dei sindaci, ad un “riposizionamento politico” interno al Partito Democratico. “Se noi poniamo gli assetti strategici di un territorio alla mercé di quelli che sono gli equilibri politici del momento, non faremo più nulla” dice lapidario Preziosi.
L’Ance comunque non si dà per vinta e fino all’ultimo tenterà di far valere la propria forza perché l’opera veda la luce.

